Bottarga dalla Mauritania

di Matteo Merletto
BOTTARGA

In Mauritania la pesca industriale intensiva sta impoverendo la fauna ittica e minaccia le comunità della costa che da secoli basano la propria sopravvivenza sulla cattura dei cefali. C’era un tempo in cui si diceva che gli Imraguen, una popolazione costiera seminomade stanziata a nord di Nouackchott, fossero addirittura in grado di comunicare con i delfini che stazionavano nelle acque davanti ai loro villaggi e che questi li aiutassero nella pesca, intercettando i cefali e spingendoli nelle reti.

Oggi l’economia locale sopravvive grazie alla produzione della bottarga di muggine da parte delle donne Imraguen, un preziosissimo savoir-faire locale che l’Ong locale Mauritanie 2000 ha contribuito a preservare, in collaborazione con Slow Food. Oggi le donne acquistano i muggini dai pescatori, estraggono le uova, le risciacquano, le salano e le fanno essiccare naturalmente, ottenendo la tradizionale bottarga (dall’arabo butarikh, uova di pesce salate), che è possibile acquistare per sostenere la comunità e aiutare le famiglie di pescatori a resistere ai contraccolpi dell’industria ittica di larga scala.

Per saperne di più: www.fondazioneslowfood.com

(Irene Fornasiero)

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