Bemba: «La Corte penale internazionale mi risarcisca»

di Enrico Casale
Bemba
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Gli avvocati dell’ex leader ribelle e vicepresidente della Rd Congo, Jean-Pierre Bemba, che è stato assolto dai crimini di guerra l’anno scorso, chiederanno alla Corte penale internazionale danni per circa 75 milioni di dollari. Chiedono un risarcimento per quella che considerano una detenzione illegale, ma anche per le spese legali e le perdite dovute alla cattiva gestione dei suoi beni sequestrati dal tribunale. Nei 10 anni di detenzione, i beni di Bemba “furono semplicemente lasciati marcire”, ha riferito il suo avvocato Peter Haynes ai giornalisti all’Aia. Il patrimonio comprendeva sette aeroplani, tre ville in Portogallo, tre tenute nella Rd Congo e due barche. La cifra richiesta come risarcimento ammonta a poco meno della metà del budget annuale dell’Icc (circa 168 milioni di dollari).

Bemba, uomo d’affari di successo e politico dell’opposizione, è stato prosciolto l’anno scorso a maggio dai crimini commessi da membri di una milizia sotto il suo comando. Il suo team legale ha detto che se riceverà il risarcimento, parte della somma sarà devoluta per le vittime della guerra.

Bemba è stato escluso dalla corsa alle elezioni presidenziali di dicembre perché è stato condannato per corruzione dei testimoni da parte della Corte penale internazionale, un reato che è una forma di corruzione ai sensi della legge elettorale della Rd Congo.

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