Amnesty denuncia violazioni contro attivisti e giornalisti in Mozambico

di Marco Simoncelli
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Amnesty International martedì ha denunciato in un rapporto le numerose violazioni dei diritti umani subite da attivisti, giornalisti e membri della società civile in Mozambico negli ultimi mesi. Violazioni che coincidono con l’approssimarsi delle elezioni generali che sono fissate per il 15 ottobre.

Nella nota pubblicata sul sito di Amnesty, il direttore regionale per l’Africa australe, Deprose Muchena, sottolinea che nel paese lusofono “sfidare il governo ha conseguenze devastanti, tra cui rapimenti, detenzioni arbitrarie e attacchi fisici”, annunciando inoltre la pubblicazione del rapporto “Gira pagina!”, un manifesto sui diritti umani destinato ai partiti politici mozambicani e ai loro candidati alle elezioni generali, che descrive in dettaglio “dozzine di esempi di noti attivisti e giornalisti della società civile che affrontano intimidazioni, molestie e violenza a causa del loro lavoro, in vista del voto”.

Sempre Amnesty ricorda come all’indomani delle elezioni municipali di ottobre 2018, i leader della società civile, i difensori e gli attivisti per i diritti umani, gli organi religiosi e i media sono stati oggetto di molestie e intimidazioni e hanno ricevuto minacce di morte per il loro ruolo nel monitoraggio e diffusione dei risultati dopo il voto, denuncia ancora Amnesty, citando i casi dell’imprenditore sudafricano Andre Hanekom, morto in un ospedale di Pemba nel gennaio scorso dopo essere stato rapito nell’agosto 2018 da quattro uomini mascherati armati di fucili Ak47 nel distretto di Palma, nella provincia di Cabo Delgado

Inoltre viene anche ricordato come, il 27 marzo 2018 uomini armati non identificati hanno rapito Ericino de Salema, un avvocato per i diritti umani e commentatore politico nei pressi degli uffici dell’Unione dei giornalisti del Mozambico, a Maputo. De Salema – denuncia Amnesty – è stato picchiato, gli sono state spezzate le braccia e le gambe e in seguito è stato abbandonato sulla strada, quasi morto.  Salema è stato accusato dai rapitori di “parlare troppo” e prima dell’attacco ha ricevuto telefonate anonime minatorie.

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