Algeria | Addio a Idir, simbolo della musica berbera

di Enrico Casale
Idir
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Idir è morto sabato sera a Parigi (Francia), aveva 70 anni. Era il cantante e musicista berbero di nazionalità algerina più conosciuto all’estero. Era diventato famoso in tutto il mondo negli anni Settanta grazie al suo brano d’esordio intitolato A vava inouva, una ninna nanna musicata su testo del poeta Ben Mohamedi.

Al secolo Hamid Cheriet, era nato il 25 ottobre nel 1949, in un villaggio vicino a Tizi-Ouzou, capitale della Cabilia. Assunse il suo nome d’arte in occasione del primo passaggio sulle onde di Radio Algeri con la canzone che diventerà il primo successo maghrebino internazionale. Non voleva  far capire ai genitori che, invece di fare l’ingegnere, stava intraprendendo una carriera d’artista.

Emigrato a Parigi nel 1975, Idir, dando voce nei suoi brani alla cultura della minoranza berbera, divenne un punto di riferimento per gran parte della comunità algerina in Francia. Nel corso della sua carriera, interrotta per quasi un decennio, ha realizzato nove album (l’ultimo Ici et ailleurs, risale al 2017).

La sua opera ha contribuito al rinnovo della canzone berbera e ha portato la cultura del popolo dei territori nord-africani all’attenzione internazionale, mentre il suo impegno per la pace, la libertà e la tolleranza ne hanno fatto un’icona per molti giovani suoi concittadini che condividono gli obiettivi dell’associazione «Algérie la vie?» fondata da Idir a metà degli anni Novanta con l’amico Khaled

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