Aerospazio, il volto tecnologico del Marocco

di Enrico Casale
Boeing Marocco
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Chi ha detto che in Africa vengono delocalizzate solo produzioni a basso valore aggiunto? Il Marocco, grazie a una serie di attente riforme economiche, è riuscito ad attrarre una serie di produzioni di eccellenza. Non ultima la Boeing, gigante aerospaziale statunitense, grazie alla quale ha dato vita a un polo dell’aerospazio unico nel continente africano.

Il rapporto del Marocco con Boeing risale al 1970, quando la compagnia di bandiera nazionale Royal Air Maroc (Ram) acquistò un primo Boeing 727. Da quel primo rapporto commerciale è nato una relazione sempre più stratta che ha portato all’acquisto di nuovi aeromobili. Quando, con l’arrivo al trono di re Mohammed VI, il Marocco ha programmato la nascita e la crescita di una propria industria aerospaziale, il riferimento naturale è stata proprio la società di Chicago, da anni leader nella produzione di velivoli civili.

Nel 2001, il governo di Rabat e la Boeing hanno siglato un’intesa che prevedeva la produzione di componenti aerospaziali in Marocco. Boeing ha così avviato una collaborazione con Ram e Safran Electrical and Power dando vita a Matis Aerospace. L’azienda impiegava più di 1.000 persone nel Paese nordafricano e si concentrava principalmente sulla produzione di parti per Boeing e altre società aerospaziali.

Nel settembre 2016, Boeing e il governo marocchino hanno poi annunciato piani per la creazione di un impianto Boeing in Marocco. Il progetto si proponeva di creare 8.700 posti di lavoro e a generare un miliardo di dollari di fatturato entro il 2028. In un’intervista rilasciata alla stampa locale lo scorso anno, Ihssane Mounir, vice presidente di Boeing, ha detto che quel progetto sta facendo passi da gigante.

Intorno a questa impresa è intanto lentamente cresciuto un polo dell’aerospazio che conta la presenza di 140 imprese ma che il governo punta a portare a 220 nei prossimi undici anni. Questo settore è quello che ha avuto lo sviluppo maggiore, tant’è che nel 2018 il suo tasso di crescita era del 18% con un fatturato di 1,2 miliardi di dollari e occupava 15.000 persone.

Questo complesso di industrie fabbricano e forniscono componenti alla multinazionale statunitense e, considerato che questi lavori richiedono lavoratori altamente qualificati, la Boeing, assieme a istituti specializzati, si impegna a fornire la formazione necessaria così da assicurarsi che questi lavoratori possano raggiungere gli alti standard richiesti.

Al momento queste industrie aerospaziali sono presenti nelle aree industriali di Casablanca nonché a Tangeri, Kenitra, Oujda e Salè e si occupano della costruzione di motori e sistemi elettrici ed elettronici, assemblaggio di componenti, progettazione e manutenzione. Il comparto è però destinato a crescere. Il governo di Rabat ha lanciato un piano di accelerazione industriale per creare quasi 10mila posti di lavoro aggiuntivi. 

(Enrico Casale)

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