Il Tplf rivendica l’uccisione in Tigray di 1.500 soldati dell’esercito etiope

di Tommaso Meo

Le forze del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) hanno rivendicato l’uccisione di oltre 1.500 soldati dell’esercito federale etiope durante due giorni di combattimenti nella regione settentrionale del Paese.

Secondo quanto riferito dall’agenzia turca Anadolu, Negash Hiluf, esponente del Tplf, ha dichiarato che le forze tigrine avrebbero ucciso 1.511 militari federali e ne avrebbero feriti altri 1.050 negli scontri del 17 e 18 ottobre nei pressi di Mirena, nel Tigray centrale. Le dichiarazioni sono state diffuse attraverso un video trasmesso dall’emittente Tigray Media Corporation.

L’agenzia African Initiative ha tuttavia riportato un bilancio di 1.550 feriti, anziché 1.050, attribuendo anche questa cifra a Hiluf. Il portale d’informazione etiope Mereja ha segnalato le stesse discrepanze nelle versioni circolate sui social media, precisando di non aver potuto verificare la dichiarazione originale.

Secondo il Tplf, gli scontri sarebbero avvenuti mentre le truppe governative tentavano di avanzare verso la località di Adet. I ribelli hanno inoltre rivendicato l’uccisione di 11 combattenti della Tigray Peace Force, formazione armata alleata del governo federale.

Al momento delle dichiarazioni, né il governo etiope né l’esercito avevano commentato le rivendicazioni. La ripresa a fine settembre dei combattimenti nel Tigray è aggravata dalle reciproche accuse tra Etiopia ed Eritrea sul sostegno ai gruppi armati.

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