Il Gambia risarcisce le vittime di Jammeh con i soldi della villa americana dell’ex dittatore

di Tommaso Meo
Yahya Jammeh

Il governo del Gambia ha annunciato che utilizzerà 2,5 milioni di dollari, ricavati dalla vendita della residenza dell’ex presidente Yahya Jammeh negli Stati Uniti, per risarcire le vittime del suo governo autoritario.

Nel mese di settembre, il Dipartimento di giustizia statunitense aveva detto che avrebbe restituito al Gambia i proventi della vendita di una proprietà a Washington appartenuta all’ex dittatore: l’ex presidente e sua moglie avrebbero acquistato la proprietà nell’elegante sobborgo di Potomac, in Maryland, utilizzando «proventi di attività criminali e fondi pubblici gambiani sottratti illecitamente».

In Gambia, Jammeh è accusato di aver presieduto e ordinato l’omicidio di oppositori politici, migliaia di sparizioni forzate, stupri e torture durante i suoi 22 anni di governo, terminato nel 2017: una commissione d’inchiesta ha stimato che tra le 240 e le 250 persone furono uccise dai suoi uomini per ordini diretti di Jammeh, che è anche accusato di cleptocrazia, ovvero di avere sottratto milioni di dollari di fondi pubblici per uso personale. La villa era tra i beni acquisiti illecitamente.

La Commissione per le riparazioni del Gambia, istituita per risarcire le vittime degli abusi commessi durante il suo governo, ha confermato di aver ricevuto il denaro dalle autorità americane e che questo verrà utilizzato esclusivamente per il pagamento delle riparazioni. In una dichiarazione, la Commissione ha descritto la restituzione del denaro come «un passo importante» verso i pagamenti promessi da una legge del 2023 e si è impegnata a «garantire che i fondi siano gestiti in modo responsabile, trasparente e responsabile, nel rispetto dei diritti e delle esigenze delle vittime e dei sopravvissuti».

Attualmente Jammeh vive un esilio dorato in Guinea Equatoriale, dopo essere stato costretto a lasciare il potere a seguito delle pressioni esercitate dai paesi confinanti con il Gambia, in seguito alla sconfitta elettorale del 2016 contro l’attuale presidente, Adama Barrow.

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