L’Assemblea legislativa popolare, il parlamento unicamerale del Burkina Faso, ha approvato all’unanimità il ripristino della pena di morte che, d’ora in avanti, secondo il disegno di legge, potrà essere inflitta per «atti di terrorismo, spionaggio, tradimento, parricidio e importazione di prodotti scaduti o proibiti che causino la morte»,
La reintroduzione della pena capitale si inserisce in una riforma complessiva del codice penale. Il nuovo testo prevede anche sanzioni più severe per la corruzione, la responsabilità penale per la propaganda e la pratica dell’omosessualità, la macellazione e l’esportazione illegali di determinate specie animali. Il testo inoltre inasprisce le pene per i reati legati alla sicurezza stradale: alcuni comportamenti di guida pericolosi, prima non puniti, possono ora comportare la reclusione.
Più in generale, diversi illeciti hanno cambiato categoria passando da contravvenzioni a reati minori. Questo passaggio consente l’applicazione di sanzioni più rigide.
L’adozione della nuova normativa segna un cambiamento radicale rispetto al testo del 2018, che aveva abolito la pena di morte dal sistema giudiziario del Paese. L’ultima esecuzione capitale registrata in Burkina Faso risale al 1988.



