Sudan, droni sul mercato nella regione di Abyei: sale a 150 il numero di morti

di Tommaso Meo
Abiey

Almeno 153 persone sono morte lunedì in un attacco con droni contro un mercato nella regione contesa di Abyei, al confine tra Sudan e Sud Sudan. Si tratta di uno dei raid più letali di tutta la guerra che dall’aprile 2023 contrappone l’esercito regolare e le Forze di supporto rapido (Rsf). Il bilancio, inizialmente fissato a 73 vittime, potrebbe aumentare ulteriormente. Intanto proseguono le operazioni di recupero dei corpi.

Yohana Akol Ngor, ministro dell’Informazione ad interim dell’amministrazione locale di Abyei, ha accusato le forze armate sudanesi del bombardamento, senza però fornire prove a sostegno delle accuse. Il ministro ha detto riferito che 8.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in seguito all’attacco. Un testimone citato da Reuters ha raccontato di aver udito cinque forti esplosioni, seguite da un incendio che ha investito il mercato. Nella zona venivano venduti anche generi alimentari destinati al trasporto verso il Sudan.

Il ministero degli Esteri sudsudanese ha confermato che lunedì alcuni droni hanno colpito un mercato a nord della città di Abyei, senza precisare il numero delle vittime. Il governo di Juba ha convocato l’ambasciatore sudanese per protestare contro il bombardamento.

Tre fonti diplomatiche, un operatore umanitario e un esperto del conflitto hanno detto a Reuters che l’attacco ha colpito un deposito di carburante nel mercato a nord della città di Abyei. Il deposito sarebbe stato utilizzato in passato dalle Forze di supporto rapido per rifornire i propri miliziani. Funzionari del governo sudanese hanno spiegato che le Rsf sono presenti in alcune zone di Abyei, circostanza negata però da Ngor.

Medici senza frontiere (Msf) ha detto di avere accolto oltre 20 feriti nell’ospedale Ameth Bek, situato nelle vicinanze. Secondo Christian Lindauer, responsabile delle attività mediche di Msf nella struttura, tra i pazienti ci sono persone in condizioni critiche e altre con ustioni.

Le Nazioni Unite hanno condannato gli attacchi con i droni ad Abyei e in altre zone del Paese. Il raid di Abyei è l’ultimo di una serie di attacchi aerei che negli ultimi giorni hanno provocato complessivamente oltre 250 morti. Domenica, nello Stato sudanese del Kordofan occidentale, controllato dalle Rsf, gli attacchi con i droni hanno ucciso 84 persone e ne hanno ferite altre 65, secondo la locale struttura di risposta alle emergenze. Lunedì altri bombardamenti contro l’aeroporto di Khartoum, sotto il controllo dell’esercito, hanno causato la morte di quattro bambini. Venerdì, un attacco contro un mercato di Nyala, roccaforte delle Rsf nel Darfur meridionale, aveva provocato 23 morti e 44 feriti, secondo volontari locali.

Anche le autorità del Ciad hanno accusato l’esercito sudanese di aver condotto attacchi con droni sul proprio territorio. Secondo esperti delle Nazioni Unite, la zona è attraversata da rotte di rifornimento delle Rsf. Alla fine di agosto, il ministero degli Esteri sudanese aveva sostenuto che le operazioni delle proprie forze armate fossero finalizzate alla tutela della sicurezza nazionale.

Abyei, regione ricca di petrolio, è contesa tra Sudan e Sud Sudan dall’indipendenza di quest’ultimo, proclamata nel 2011. Il territorio è sottoposto a un’amministrazione speciale e il suo status definitivo rimane irrisolto. La regione confina con il Kordofan, uno dei principali fronti del conflitto, e rappresenta un importante punto di transito per merci e carburante.

Già a maggio, la Forza di sicurezza provvisoria delle Nazioni Unite per Abyei (Unisfa) aveva segnalato che la crescente presenza delle Rsf stava aggravando l’insicurezza nell’area, esponendo a nuovi rischi sia i civili sia il personale internazionale. Secondo diplomatici ed esperti, il territorio è diventato un nodo logistico importante per i rifornimenti delle forze paramilitari, soprattutto di carburante. Questo avviene nonostante il governo sudsudanese sostenga di mantenere una posizione di neutralità nel conflitto.

L’attacco di lunedì è uno dei più gravi registrati negli ultimi anni ad Abyei. La regione è già interessata da periodici scontri tra comunità locali e gruppi armati, e le sue strutture sanitarie e forniture mediche sono limitate.

Condividi

Altre letture correlate: