Sono almeno 49 le persone rimaste uccise nel sud della Nigeria, dopo aver consumato una bevanda alcolica sospettata di contenere metanolo. Un altro centinaio sarebbe attualmente in cura.
Le autorità sanitarie dello Stato di Ondo, in un comunicato ufficiale diffuso sabato, hanno parlato di 182 persone che hanno accusato malesseri nelle zone di Odigbo e Irele. Tra i sopravvissuti c’è Gbenga Oluwaseun, di 32 anni, che, citato dai media locali, ha raccontato di essersi sentito improvvisamente molto male durante la notte: «Mi sono tolto le scarpe e mi sono sdraiato sul letto. Verso le due, ho iniziato a sentire il cuore battere forte. Ho chiamato un paio di persone. Ho provato ad aprire la porta… ho provato a chiudere a chiave la mia porta, perché l’avevo già chiusa sul retro. Ho provato a bussare alla porta per chiedere aiuto. Questo è quello che so di aver fatto. Ero privo di sensi anche mentre mi portavano in ospedale».
Alcune persone hanno detto all’Associated press di sospettare che tutte queste persone si siano sentite male dopo avere bevuto una bevanda alcolica a base di erbe prodotta localmente e nota come Monkey Tail. Le autorità non hanno ancora confermato che questa bevanda sia la fonte dell’avvelenamento e le indagini sono in corso. I medici hanno detto che molti dei soggetti colpiti sono relativamente giovani e presentavano patologie pregresse.
Anthony Fashua, direttore medico del Life care hospital, ha detto a Reuters che «le persone maggiormente colpite sono i giovani, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, e quando li esaminiamo scopriamo che presentano una o due comorbilità. Ad esempio, alcuni di loro risultano positivi all’epatite B. Altri presentano disfunzioni d’organo prima di assumere questa sostanza, ovvero l’avvelenamento da metanolo».
In Nigeria, l’alcol prodotto localmente è ampiamente consumato, soprattutto nelle zone rurali, anche perché spesso è più economico rispetto alle marche commerciali.



