La Corte costituzionale del Sudafrica conferma la sospensione dell’impeachment per Ramaphosa

di Tommaso Meo
Sudafrica - Ramaphosa

La Corte costituzionale del Sudafrica ha respinto il ricorso contro la sospensione temporanea delle audizioni pubbliche della commissione parlamentare incaricata di esaminare la possibile messa in stato d’accusa del presidente Cyril Ramaphosa nell’ambito del caso Farmgate

Nella decisione pronunciata ieri, la Corte ha stabilito che non è «nell’interesse della giustizia» esaminare il ricorso in questa fase, considerando imminente il pronunciamento dell’Alta Corte del Capo Occidentale sul ricorso presentato dallo stesso Ramaphosa.

Il 24 luglio l’Alta Corte aveva infatti concesso al presidente un provvedimento cautelare che impedisce alla commissione parlamentare di proseguire i propri lavori fino alla decisione sul ricorso con cui Ramaphosa contesta il rapporto dell’organismo indipendente incaricato di indagare sul caso. L’udienza è prevista dal 2 al 4 settembre.

Dopo la decisione della Corte costituzionale, il presidente della commissione parlamentare, Makashule Gana, ha fatto sapere che l’organismo si atterrà alla sentenza dell’Alta Corte.

Il caso Farmgate (o Phala Phala) risale al furto, avvenuto nel 2020, di circa 580.000 dollari in contanti dalla fattoria privata di Ramaphosa nella provincia del Limpopo. La vicenda ha sollevato interrogativi sull’origine e sulla dichiarazione del denaro alle autorità.

Nel 2022 una commissione indipendente presieduta dall’ex presidente della Corte costituzionale Sandile Ngcobo aveva rilevato elementi prima facie di possibile grave condotta illecita da parte di Ramaphosa. L’Assemblea nazionale aveva successivamente respinto il rapporto, bloccando la procedura di impeachment.

La questione è tornata al centro del dibattito dopo che, lo scorso maggio, la Corte costituzionale ha stabilito che il Parlamento aveva agito illegittimamente nel respingere nel 2022 il rapporto della commissione indipendente.

Condividi

Altre letture correlate: