Cucine pulite, l’Africa accelera

di Marco Trovato

Nuovi finanziamenti internazionali portano a oltre 3 miliardi di dollari le risorse mobilitate dal 2024 per diffondere sistemi di cottura puliti nel continente. L’obiettivo è ridurre l’uso di legna e carbone, che ogni anno provocano circa 850 mila morti premature, soprattutto tra donne e bambini.

L’accesso a sistemi di cottura puliti in Africa riceve un nuovo impulso. In occasione di un incontro virtuale promosso dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) sono stati annunciati nuovi impegni finanziari per circa 900 milioni di dollari, destinati a sostenere la diffusione di tecnologie per cucinare senza ricorrere a legna, carbone o altri combustibili altamente inquinanti.

Con questo nuovo pacchetto di finanziamenti, le risorse mobilitate dalla comunità internazionale dopo il Summit sulla cucina pulita in Africa, ospitato a Parigi nel maggio 2024, superano i 3 miliardi di dollari.

Secondo la Iea, il continente continua a rappresentare l’epicentro della crisi globale dell’accesso alla cucina pulita. Quasi un miliardo di africani è ancora costretto a cucinare utilizzando biomasse tradizionali, come legna da ardere e carbone vegetale, o combustibili altamente inquinanti (non perdere il servizio di copertina del nuovo numero della rivista Africa dedicato alla “trappola del carbone”). L’esposizione quotidiana ai fumi tossici prodotti da questi sistemi provoca circa 850 mila morti premature ogni anno, soprattutto tra donne e bambini, che trascorrono più tempo vicino ai focolari domestici. Oltre ai gravi effetti sanitari, questa situazione contribuisce alla deforestazione, accelera il degrado ambientale e alimenta le emissioni di gas serra.

L’incontro ha inoltre fatto il punto sui progressi compiuti dopo gli impegni assunti a Parigi. Dei fondi annunciati nel 2024, circa 740 milioni di dollari sono già stati erogati per finanziare programmi in 22 Paesi africani. Parallelamente, oltre 30 governi hanno adottato complessivamente 121 nuove politiche nazionali dedicate alla cucina pulita, misure che interessano circa l’80% della popolazione africana che ancora non dispone di sistemi di cottura moderni.

Wikimedia Commons

Nel corso della conferenza è stato presentato anche il Clean Cooking Security Programme, una nuova iniziativa pubblico-privata promossa dalla Iea per rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento del gas di petrolio liquefatto (Gpl), uno dei combustibili considerati più efficaci per sostituire le biomasse tradizionali nella fase di transizione energetica.

Il programma nasce anche in risposta alle recenti tensioni geopolitiche che hanno interessato lo Stretto di Hormuz, punto di passaggio strategico per il commercio mondiale degli idrocarburi. Secondo la Iea, da questo corridoio transita circa il 30% del commercio globale di Gpl, combustibile dal quale dipendono 3,4 miliardi di persone nel mondo per cucinare.

L’evento ha inoltre ospitato la prima riunione della Clean Cooking Alliance, il nuovo organismo multilaterale coordinato dalla Iea e composto da dodici Paesi fondatori, tra cui Italia, Germania, Kenya e Stati Uniti. L’obiettivo è coordinare investimenti, assistenza tecnica e politiche pubbliche per accelerare la diffusione della cucina pulita nei Paesi a basso reddito.

Anche sul fronte finanziario si registrano segnali incoraggianti. Il Gruppo della Banca africana di sviluppo (AfDB) ha annunciato di aver aumentato di circa dieci volte le risorse destinate al settore rispetto ai livelli del 2024, confermando la volontà di fare della cucina pulita una priorità dello sviluppo energetico del continente.

Nel frattempo, Unione Africana e Agenzia internazionale dell’energia stanno lavorando all’elaborazione di un piano d’azione continentale che incoraggi i governi africani a fissare obiettivi più ambiziosi in vista del prossimo vertice internazionale dedicato all’accesso universale a sistemi di cottura sicuri, sostenibili e accessibili.

Per gli organizzatori, la sfida non riguarda soltanto l’energia, ma anche la salute pubblica, l’uguaglianza di genere, la tutela delle foreste e lo sviluppo economico. Garantire a milioni di famiglie africane l’accesso a tecnologie di cottura moderne è infatti considerato uno degli interventi con il maggiore impatto sociale e ambientale dell’intera agenda dello sviluppo sostenibile.

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