In Guinea, le sparizioni forzate sono diventate «un’epidemia»: è quanto ha denunciato l’organizzazione non governativa Tournons La Page (Voltiamo pagina) in un rapporto in cui ha documentato 35 casi di sequestro di persona da quando il generale Mamadi Doumbouya ha assunto il potere nel 2021.
Secondo l’ong, sequestri, sparizioni e arresti sono aumentati in particolare a partire dal 2024, diventando un metodo per mettere a tacere le voci critiche in un clima di paura e impunità. «Questo nuovo modus operandi del governo di Mamadi Doumbouya si ispira al regime del presidente Sekou Toure […] per mettere a tacere i guineani» ha detto a Radio France Internationale Alseny Farinta Camara, coordinatrice di Tournons La Page Guinea.
Nel rapporto vengono ricordati in particolare il caso di Oumar Sylla, noto anche come Foniké Menguè, coordinatore del Fronte nazionale per la difesa della costituzione, e quello di Mamadou Billo Bah, entrambi scomparsi il 9 luglio 2024 da Conakry. A due anni di distanza, le loro famiglie e le organizzazioni per i diritti umani affermano di non avere ancora alcuna notizia, nonostante i numerosi appelli rivolti alle autorità.
L’organizzazione ha chiesto alle autorità guineane di avviare indagini indipendenti, identificare i responsabili di questi atti e garantire la tutela delle libertà civili nel rispetto degli impegni internazionali assunti dalla Guinea.



