Almeno 59 persone sono morte a causa delle alluvioni provocate dalle piogge torrenziali in Costa d’Avorio a partire da metà maggio. Il portavoce del governo ivoriano, Amadou Coulibaly, al termine di una riunione di gabinetto tenutasi ieri, ha parlato di «un bilancio di vittime particolarmente elevato». Coulibaly, ha attribuito queste forti piogge ai cambiamenti climatici.
L’esponente di governo ha sottolineato che «il bilancio delle vittime più alto si registra nel distretto di Attécoubé (a ovest di Abidjan), con circa 20 morti». Qui, ha spiegato, «purtroppo i residenti hanno rioccupato le aree da cui erano stati sfollati». «Ci sono situazioni in cui intere famiglie sono scomparse; si tratta di vere e proprie tragedie. Dobbiamo evitare di arrivare a situazioni così estreme», ha lamentato il funzionario, prima di rivolgere un ulteriore appello alla popolazione, esortandola ad abbandonare le aree identificate come a rischio.
Sempre in quest’ottica, ha annunciato che «60.000 persone saranno ricollocate in 12.000 nuove abitazioni» per coloro che sono stati colpiti dalle recenti operazioni di sgombero in diversi quartieri di Abidjan.
Le piogge torrenziali sono ricorrenti in diverse città della Costa d’Avorio, in particolare nella capitale economica, Abidjan, che ha un’alta densità di popolazione, con oltre sei milioni di abitanti su 30 milioni del Paese.



