Il portavoce del Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim), Abu Hudheifah al-Bambari (noto anche come Bina Diarra), ha diffuso ieri un comunicato in video in cui ha annunciato l’inizio di un «assedio totale contro Bamako», la capitale del Mali.
Nel suo discorso, non molto lungo e in lingua bambara, Bina Diarra ha menzionato l’operazione su larga scala che lo scorso fine settimana ha portato all’eliminazione del ministro della Difesa maliano Sadio Camara, a Kati, Bamako, e all’occupazione di Kidal e di Gao. Il portavoce ha quindi minacciato l’esercito, invitando i soldati a unirsi ai ribelli, e ha intimato ai civili di non frapporsi tra il Jnim e le forze armate, altrimenti saranno presi di mira a loro volta.
Ieri sera, dopo quasi cinque giorni di silenzio, è riapparso anche il generale Assimi Goita, capo della giunta militare al potere in Mali e presidente. Goita, da Palazzo Koulouba, sede della presidenza maliana, ha assicurato che la situazione nel Paese è ora «sotto controllo» grazie alla «prontezza e alla professionalità delle forze armate e di sicurezza». Gli attentatori, secondo il generale, hanno subito «una violenta battuta d’arresto» non riuscendo a instaurare «un clima di violenza diffusa».
Mali 🇲🇱 | Déclaration de Goïta
— Sahel Alerte (@SahelAlerte) April 28, 2026
Le chef de la junte malien, Assimi Goïta, affirme que les FAMa ont porté un « coup dur » aux auteurs des attaques coordonnées du 25 avril, assurant que la situation est désormais « sous contrôle » malgré la poursuite des opérations.
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Il capo di Stato maliano ha detto anche che un «numero significativo» di attentatori è stato neutralizzato (ieri le Forze armate parlavano di 200 terroristi neutralizzati nelle attività di repressione e in combattimento, da sabato) e che le operazioni di ricerca, intelligence e sicurezza sono in corso, con un dispiegamento rafforzato in tutte le aree colpite.
Secondo il presidente del Mali gli attacchi su larga scala non sono episodi isolati, ma fanno parte di «un vasto piano di destabilizzazione ideato ed eseguito da gruppi terroristici armati e da finanziatori interni ed esterni che forniscono loro informazioni e supporto logistico». Rivolgendosi ai cittadini maliani con un appello all’unità nazionale, il presidente li ha esortati a sostenere le forze armate, a rimanere vigili e ad evitare di diffondere voci o false informazioni.
Goita si è fatto anche ritrarre in alcune fotografie mentre visita i soldati feriti in alcune strutture di Bamako, ha incontrato personalmente la famiglia del suo ministro della Difesa Camara ucciso sabato dagli islamisti e ha avuto una riunione, con annessa foto di rito, con l’ambasciatore russo in Mali e altri funzionari militari russi di stanza in ambasciata e nell’Africa Corps.
Ieri, intanto, alla periferia di Bamako, per il terzo giorno consecutivo è stata segnalata la presenza dei miliziani di Jnim ed sono stati uditi alcuni scontri a fuoco con l’esercito.



