Ma chi paga il viaggio del Papa quando il Pontefice visita un Paese straniero? Nel caso del prossimo viaggio in Guinea Equatoriale a pagare saranno i cittadini locali. In vista del primo grande tour internazionale di Leone XIV, che lo porterà in Algeria, Camerun, Angola e poi, dal 21 al 23 aprile, in Guinea Equatoriale, la popolazione piccolo Paese africano è stata sollecitata direttamente a finanziare i preparativi e la visita del Santo Padre.
Da febbraio, dipendenti pubblici e personale militare vedono decurtare i loro salari dai 20.000 ai 50.000 franchi Cfa (fino a 85 euro), denaro che secondo il governo finirà in un fondo di finanziamento della visita papale, fondo gestito dalla fondazione che fa capo direttamente alla first lady, Constancia Mangue de Obiang. Ma non solo: le autorità stanno promuovendo ulteriori donazioni tra la popolazione, con campagne a tappeto e spesso con metodi coercitivi anche violenti.
Il Papa visiterà il nuovo campus dell’Università nazionale della Guinea, a Basùpù, che sarà ribattezzato “Campus universitario Papa Leone XIV” in suo onore. Pochi giorni fa è stata diffusa una circolare dalla direzione del Campus, in cui studenti e professori sono esortati a registrarsi su un portale dove possono versare la somma di 10.000 franchi Cfa (circa 15 euro) per ottenere un abito completo con l’immagine del pontefice, comprensivo di ombrello, berretto, fazzoletto, borsa e ventaglio. Merchandising dozzinale e made in China che il governo equatoguineano utilizza per battere cassa.
Anche a Bata, la capitale economica del Paese che si trova sul continente, domenica scorsa il vescovo ha lanciato un appello alla popolazione della sua diocesi per donazioni «materiali, logistiche o finanziarie» in vista della visita di Leone XIV nella città costiera.
La Guinea Equatoriale, se guardiamo i dati macroeconomici, è uno dei Paesi africani con il Pil pro-capite maggiore, 8.500 dollari, cifra che colloca il Paese in una fascia medio-alta. I numeri, tuttavia, in questo caso non raccontano la realtà: il Pil è dovuto al petrolio ma permangono grandissime disuguaglianze. Il dato medio non riflette le condizioni reali della maggioranza della popolazione, che resta in larga parte povera e che, per oltre il 70%, vive con meno di un dollaro al giorno.
Delle rendite energetiche godono esclusivamente i membri della grande famiglia Obiang, che guida il Paese dal 1979. Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, ormai ultraottantenne, è il leader più longevo al mondo e uno dei più corrotti: ci sono decine di sentenze in diversi Paesi del mondo che certificano il modus operandi predatorio degli Obiang a discapito dei cittadini equatoguineani.



