di Céline Camoin
Quasi 800.000 euro spesi in un albergo secondo Mediapart, con gran parte delle somme pagate in contanti. I magistrati francesi sospettano l’uso di fondi pubblici, ma il governo ciadiano nega ogni irregolarità
Le spese folli del presidente del Ciad Mahamat Idriss Deby Itno e della sua cerchia in un hotel di lusso parigino sono al centro di un’inchiesta del giornale indipendente francese Madiapart, ma anche della magistratura transalpina.
Secondo i giornalisti investigativi Fabrice Arfi e Antton Rouget, Deby e il suo stretto entourage avrebbero speso complessivamente 867.533 euro presso il celebre hotel di lusso parigino Le Royal Monceau, tra il 2021 e il 2026. L’aspetto che ha attirato l’attenzione della magistratura francese è che la quasi totalità di questa somma (circa l’80-90%) è stata pagata in contanti. In un caso specifico, vengono citati oltre 58.000 euro spesi solo per il servizio in camera.
La giustizia francese sta indagando sulla provenienza di questo denaro e l’ipotesi è che possa trattarsi di fondi pubblici sottratti alle casse dello Stato ciadiano per scopi personali. L’attenzione dei magistrati si concentra sul superamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti, che in Francia per i non residenti fiscali sono fissati a 10.000 euro, e sulla possibile natura illecita dei fondi utilizzati.
«Si tratta solo di sospetti perché non esiste la minima prova concreta», ha commentato in proposito all’emittente francese Radio France Internationale (Rfi) Gassim Cherif Mahamat, ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo di N’Djamena. «Non siamo tenuti a rispondere di fronte alla giustizia francese per le spese presumibilmente sostenute dal capo dello Stato o dalla sua delegazione. In ogni caso, le somme in citate nelle accuse, devono essere confermate e corroborate da prove».
A fine 2023, un’indagine Mediapart riportava già una spesa pari a più di 900.000 euro per l’acquisto di abiti, camicie e capi di abbigliamento di lusso in Francia. La Procura finanziaria nazionale aveva successivamente aperto un’indagine per appropriazione indebita di fondi pubblici e occultamento.
La testata francese sottolinea il contrasto tra queste spese principesche a Parigi e la situazione economica del Ciad, uno dei Paesi più poveri al mondo, dove il salario medio mensile si aggira intorno ai 100 euro. Viene inoltre criticato il sostegno storico e militare che la Francia continua a garantire alla famiglia Deby.
«È vero – ha aggiunto il portavoce governativo ciadiano a Rfi – che anche la popolazione ciadiana ha il diritto di esprimere la propria opinione sulla gestione dei fondi pubblici». Ha però ridimensionato il problema, facendo notare che non sono solo gli africani ad andare nelle grandi capitali per fare acquisti, per viaggi d’affari, per visite familiari o per missioni ufficiali, e che la questione dovrebbe essere inserita in un contesto più ampio.



