L’imam Dicko in Mauritania per rilanciare il dialogo nel Sahel

di Tommaso Meo
Mahmoud-Dicko

L’imam maliano Mahmoud Dicko sta partecipando in questi giorni alla sesta edizione della Conferenza africana per la promozione della pace, in corso a Nouakchott in Mauritania. Il leader religioso, in esilio in Algeria dal dicembre 2023 dopo la rottura con la giunta militare di Bamako guidata da Assimi Goita, è intervenuto nell’ambito dei lavori dedicati al tema “L’Africa e la costruzione della speranza”.

Secondo Jeune Afrique, Dicko punta in questo modo a consolidare il suo ruolo di mediatore regionale in un momento di forte isolamento politico in patria, dove le autorità di transizione hanno sciolto il suo movimento di sostegno, il Coordinamento dei movimenti, le associazioni e i simpatizzanti (Cmas). L’imam, accompagnato dal figlio Abidine, ha preso parte alla cerimonia di apertura al Centro internazionale delle conferenze Moktar Ould Daddah, presieduta dal primo ministro mauritano Mokhtar Ould Diay.

Alla conferenza, organizzata dall’erudito Abdallah Ben Bayyah, erano presenti centinaia di delegati e del presidente del Ciad, Mahamat Idriss Deby Itno, insignito del Premio africano per la promozione della pace. Dicko, membro permanente della Lega islamica mondiale dal gennaio 2023, mantiene solidi legami con le leadership di Algeria e Mauritania. Analisti citati dalla stampa internazionale indicano che i vicini del Mali lo considerano ancora un interlocutore credibile per facilitare il dialogo tra lo Stato maliano e i gruppi ribelli o jihadisti, data la sua capacità di mobilitazione popolare.

Nel corso della cerimonia di chiusura prevista per oggi, Dicko ha in programma un intervento per perorare la causa del dialogo come unica via per la stabilità nel Sahel. Recentemente, alla guida della Coalition des forces pour la Republique (Cfr), l’imam aveva rivolto un appello ai maliani affinché si unissero per porre fine all’attuale crisi nel Paese.

A margine dell’evento, sono previsti incontri con leader religiosi provenienti da Senegal, Costa d’Avorio, Libia ed Egitto. Per ragioni di sicurezza, l’entourage dell’imam ha reso noto che non sono previsti incontri con la comunità maliana residente a Nouakchott.

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