El Fasher assediata, l’Onu chiede un cessate il fuoco immediato nel Darfur

di claudia
ribelli del darfur

Le Forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) hanno annunciato di aver preso il controllo del quartier generale della Sesta Divisione di Fanteria a El Fasher, ultima roccaforte dell’esercito sudanese nella regione del Darfur. El Fasher, capoluogo del Nord Darfur, è sotto assedio dall’aprile del 2024, dopo che le forze paramilitari hanno conquistato, a partire dal 2023, gli avamposti dell’esercito a Nyala (Sud Darfur), Zalingei (Darfur centrale), El Geneina (Darfur occidentale) e ad El Daein (Darfur orientale).

In una dichiarazione pubblicata sui social media, le forze paramilitari hanno rivendicato “una nuova vittoria, liberando la Sesta Divisione ad El Fasher e prendendo il pieno controllo della base militare strategica”. L’organizzazione ha fatto anche sapere di aver inflitto “gravi perdite” all’esercito, distrutto diversi veicoli militari e sequestrato grandi quantità di armi ed equipaggiamento.

Fonti sul campo hanno riferito al Sudan Tribune che l’esercito si è ritirato dal quartier generale della Sesta divisione, dirigendosi verso la parte occidentale della città, dopo intensi bombardamenti da parte delle forze paramilitari. Da parte sua, un portavoce della resistenza popolare di El Fasher, Abubakr al-Imam, ha smentito la rivendicazione delle forze paramilitari, affermando in un post su Facebook che “la popolazione di El Fasher rimane ferma e difende la propria terra e la propria dignità con tutto il coraggio”. Il portavoce ha denunciato “una campagna mediatica volta a creare panico e terrore”, basata sul presupposto “che l’ingresso nel quartier generale della divisione significhi la caduta di El Fasher”.

L’esercito non ha commentato in via ufficiale gli sviluppi militari a El Fasher. Secondo il Sudan Tribune, le piattaforme che sostengono le forze armate riferiscono di combattimenti ancora in corso. 

Dopo che le Forze paramilitari di supporto rapido hanno rivendicato di aver preso il controllo della base dell’esercito, Tom Fletcher, sottosegretario generale Onu per gli Affari umanitari e Coordinatore degli aiuti di emergenza, ha lanciato un appello per un cessate il fuoco immediato a El Fasher. In un comunicato, Fletcher si è detto “profondamente allarmato” dalle notizie di vittime civili e sfollamenti forzati:  “Con i combattenti che si spingono sempre più dentro la città e le vie di fuga bloccate, centinaia di migliaia di civili sono intrappolati e terrorizzati, bombardati, affamati e senza accesso a cibo, assistenza sanitaria o sicurezza”.

Il funzionario Onu ha quindi chiesto “un cessate il fuoco immediato a El Fasher, in tutto il Darfur e in tutto il Sudan”, sottolineando che ai civili deve essere consentito un passaggio sicuro e che gli operatori umanitari devono essere protetti: “È necessario garantire un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli per raggiungere tutti i civili in difficoltà. Abbiamo pronte forniture salvavita, ma l’intensificarsi degli attacchi ha reso impossibile l’arrivo degli aiuti. Gli operatori umanitari locali continuano a salvare vite umane sotto il fuoco”.

Stando ai dato Onu, il conflitto in corso in Sudan dal 2023 tra Forze paramilitari ed esercito ha determinato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, con lo sfollamento di oltre 11,7 milioni di persone, di cui 4,2 milioni fuggite nei Paesi vicini. 

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