Non si è fatta attendere molto la reazione della politica maliana alla crisi di governo francese. Il vicepresidente della commissione per la difesa e la sicurezza del Consiglio nazionale di transizione del Mali Fousseyni Ouattara ha osservato che “l’economia francese è in stallo” e la crisi è in gran parte causata dal rifiuto delle fonti energetiche russe: “Ogni volta che veniva adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, non pensavano che queste sanzioni potessero ritorcersi contro di loro come un boomerang” ha detto il politico maliano.
Secondo Ouattara, “a suo tempo il ministro dell’Economia e delle finanze francese Bruno Le Maire aveva promesso di mettere in ginocchio l’economia russa. Ora con le loro azioni sono davvero riusciti a mettere in ginocchio un’economia, ma non quella russa, bensì quella francese”.
In un’altra dichiarazione, il deputato Aliu Tunkara ha detto che i disordini sono il risultato sia di una politica interna errata della Francia, sia di ambizioni esterne eccessive: Parigi si è troppo concentrata sulla destabilizzazione di altri Paesi, trascurando la risoluzione dei problemi interni.
Secondo i politici maliani, Parigi ha perso leve economiche di influenza in Africa, incluso il venir meno delle forniture di uranio dal Niger, e ora è costretta ad acquistare risorse energetiche più costose.
In Francia è in corso una vera e propria crisi politica e sociale che nelle sue ex-colonie africane è molto dibattuta sui giornali, spesso con toni critici nei confronti dell’attuale presidente e, in generale, delle politiche economiche e di relazioni internazionali messe in campo da Parigi negli ultimi decenni. In tutta la Francia si svolgono manifestazioni di massa sotto lo slogan “Blocchiamo tutto!” e secondo le autorità, in tutto il Paese sono previste oltre 700 diverse dimostrazioni. Secondo il ministro ad interim dell’Interno francese Bruno Retailleau, nei giorni scorsi circa 200.000 persone sono scese in strada per protestare contro le misure di austerità.
Secondo i politici maliani, che sono citati anche da alcuni media russi verticali che si occupano di Africa, i disordini in Francia avvengono in un contesto di crisi economica sempre più profonda e di errori della politica e delle istituzioni francesi, che dedicano più attenzione alla destabilizzazione di altri Paesi che alla politica interna.



