I una dichiarazione congiunta ripresa anche dall’agenzia di stampa somala Suna, i tre ex presidenti Sharif Sheikh Ahmed, Abdiqasim Salad Hassan e Mohamed Abdullahi Farmaajo hanno denunciato il governo di Hassan Sheikh Mohamud per quella che definiscono una gestione illegittima delle terre pubbliche.
Secondo l’accusa, l’amministrazione avrebbe orchestrato trasferimenti di terreni senza adeguata supervisione legale, spesso senza classificare i beni come “eccedenti”, aggirando l’Agenzia nazionale dei contratti e senza versare i proventi nelle casse statali. Gli ex leader hanno avvertito che tale uso improprio delle risorse pubbliche sta portando a sfratti forzati, colpendo in particolare residenti vulnerabili di Mogadiscio e minando la fiducia dei cittadini.
Nella lettera è stata citata l’area di Tarabunka, dove recenti sfratti hanno scatenato scontri tra fazioni rivali delle forze di sicurezza, come esempio di “pericoloso eccesso di potere dello Stato”. Gli ex presidenti hanno inoltre invitato cittadini e imprese a non acquistare né sostenere proprietà trasferite illegalmente, definendo queste operazioni “illegittime e ad alto rischio”.
La presa di posizione, salutata da organizzazioni della società civile e da analisti politici come un forte richiamo alla responsabilità di governo, rappresenta la prima volta che tutti e tre gli ex capi di Stato sopravvissuti uniscono pubblicamente le voci contro l’attuale amministrazione, segnalando gravi preoccupazioni istituzionali sulla governance della terra e sulle ricadute per la fragile stabilità politica della Somalia.



