Namibia, frontiera che libera lo spirito

di Marco Trovato

Un territorio di spazi infiniti immersi nel silenzio, il posto giusto per scoprire il piacere di perdersi e di ritrovarsi. La Namibia, coi suoi paesaggi maestosi, è in grado di sedurre anche il più esigente dei viaggiatori: con l’atmosfera unica di una frontiera che anziché imbrigliare l’uomo ne libera lo spirito. E questo è il momento giusto per pianificare un viaggio per la prossima estate, approfittando della speciale promozione del tour operator African Explorer riservata ai nostri lettori.

È l’ultima frontiera d’Africa, un territorio di spazi infiniti immersi nel silenzio, il posto giusto per scoprire il piacere di perdersi e di ritrovarsi. La Namibia, grande quasi tre volte l’Italia, è una delle nazioni meno popolose del mondo in rapporto alla sua superficie (2,5 abitanti per chilometro quadrato). I suoi territori sconfinati, le sue spettacolari strade senza fine, si estendono tra le gelide acque dell’Atlantico e le roventi dune del Namib, il deserto più antico del mondo. L’incontro/scontro titanico tra queste due forze della natura ha creato la Skeleton Coast, la “Costa degli Scheletri”, un cimitero di relitti di vascelli, galeoni e moderni mercantili che sono naufragati e si sono insabbiati nel corso del tempo per le forti correnti e le nebbie insidiose. Il paesaggio, selvaggio e grandioso, lascia senza parole. Identica reazione davanti alla maestosità delle dune di Sossusvlei, imponenti montagne di sabbia rosa e arancione, alte più di trecento metri: impossibile non cedere alla tentazione di scalarle a piedi nudi.

Ex colonia tedesca, poi diventata un protettorato sudafricano, indipendente dal 1990, la Namibia è un esempio virtuoso di stabilità e di sicurezza. Il suo particolare trascorso coloniale affiora nelle facciate dei suoi palazzi cittadini, dalla tipica architettura mitteleuropea, che sono quanto di più lontano si possa aspettare da una nazione attraversata del Tropico del Capricorno, e danno l’impressione di trovarsi in una regione della Germania… Se non fosse per il clima perennemente assolato (la stagione dell’inverno australe, da maggio a ottobre, offre le temperature ideali per il viaggio: è il momento giusto per prenotare!).

Se la capitale Windhoek è disseminata di vestigia coloniali (impressionanti le guglie neogotiche della cattedrale e le torri di alcune fortezze), la piacevole sensazione di straniamento diventa dirompente passeggiando nell’ex centro minerario di Lüderitz, situato a sud est della Namibia, celebre per i suoi edifici in stile tipicamente bavarese di inizio Novecento. Oggi questa cittadina portuale di quindicimila abitanti, nota come la “Monaco del deserto”, appare come una località surreale dove il tempo sembra essersi fermato: qui i muri scrostati delle chiese, le vecchie insegne dei caffè e i ciottoli delle strade raccontano storie e leggende di pionieri, marinai, cercatori di diamanti.

Lüderitz è incuneata fra le: l’ambiente naturale che la circonda ospita stormi di fenicotteri e colonie di pinguini, ma anche delfini del Benguela e isolati esemplari di sciacalli e iene. Per chi ama le città fantasma, non può mancare una visita a Kolmanskop, ex villaggio di cercatori di diamanti, abbandonato da decenni e avvolto da un silenzio irreale, i cui edifici decrepiti affiorano dalla sabbia del deserto trasportata dal vento. Spesso una nebbia sottile si alza al mattino dal mare, creando un’atmosfera, se possibile, ancora più spettrale e magica.

Ma la storia di questo territorio è ben più antica, come testimoniano le pareti del massiccio montuoso del Brandberd che celano una sorprendente galleria d’arte rupestre: centinaia di disegni sulla roccia, opera dei San (Boscimani), il più antico popolo dell’Africa meridionale, rappresentano scene di caccia e di vita quotidiana, ma anche cerimonie con sciamani impegnati a mettersi in contatto con gli spiriti degli antenati. L’isolamento della zona e il clima secco hanno permesso di conservare fino ai giorni nostri centinaia di affreschi e incisioni di eccezionale fattura e bellezza. La concentrazione maggiore dei siti di arte rupestre si trova a Twyfelfontein, una valle dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità che ospita oltre 2000 graffiti dell’età della pietra.

Altra tappa imperdibile è il Fish River Canyon (il secondo canyon più vasto del mondo, dopo il Gran Canyon in Arizona): una fenditura estesa per oltre 160 km di lunghezza e 27 di larghezza, con una profondità che in alcuni punti supera i 500 metri. Se non soffrite di vertigini avvicinatevi al bordo del canyon e godete della sua bellezza mozzafiato: i colori delle rocce, il silenzio irreale, il percorso sinuoso disegnato nel corso dei secoli dal fiume Fish che ha modellato il paesaggio come un artista. Da ammirare al mattino o al tramonto, quando la luce radente dei raggi solari metti in evidenza i margini curvi delle rocce e gli spigoli affilati delle guglie accarezzati dal vento: una meraviglia scolpita nella pietra.

Per chi ama gli animali non può mancare la visita all’Etosha National Park, una tra le più grandi riserve nazionali del mondo, straordinaria vetrina della fauna selvatica della Namibia, che ospita più di cento specie di mammiferi e oltre 300 di uccelli (tra cui enormi colonie di fenicotteri e pellicani). La particolare conformità del territorio – una vasta zona desertica circondata da boscaglie e praterie – rende i safari nell’Etosha un’esperienza unica: è sufficiente parcheggiare il fuoristrada nei pressi delle rare pozze d’acqua e ammirare in silenzio l’inarrestabile processione di leoni, elefanti, springbok, orici… che a centinaia si avvincano per abbeverarsi.

Avendo tempo, ci si può spingere ancora più a nord, nella regione del Kaokoveld, popolata dai pastori Himba, le cui tipiche capanne di forma conica sono realizzate con frasche legate insieme con foglie di palma e cementate con fango e sterco, a costituire una superficie resistente a sole e pioggia. Orgogliosi dei propri usi e costumi, gli Himba hanno mantenuto gran parte del loro stile di vita tradizionale. Le donne esibiscono elaborate pettinature modellate con una mistura rossa a base di burro e polvere d’ocra. Concedevi il tempo per visitare con calma i loro villaggi e ammirate di notte il cielo tempestato di stelle sopra questo territorio remoto, ai confini estremi della Namibia, in grado di sedurre anche il più esigente dei viaggiatori, con l’atmosfera unica di una frontiera che anziché imbrigliare l’uomo ne libera lo spirito.

Non resta che fissare la partenza: il tour operator African Explorer ha riservato ai nostri lettori uno sconto speciale (150 euro a persona –  in fase di preventivo comunicate il codice “Africa Rivista”) per chi prenota un viaggio tra le opzioni prevista nel suo ricco catalogo di tour dedicati alla Namibia.

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