27/04/2014 – Sud Sudan – Lo spettro del Ruanda

di AFRICA

 

Da dicembre il paese è in balia degli scontri tra dinka e nuer, i due gruppi dominanti nel Paese, e, come nel 1994 l’Onu è impotente di fronte ai massacri etnici. La tregua è solo una dichiarazione d’intenti.

Il Sud Sudan è da dicembre in balia degli scontri tra dinka e nuer, i due gruppi dominanti nel Paese, e, come nel 1994 in Ruanda, l’Onu è impotente di fronte ai massacri etnici. La tregua trattata e promessa ad Addis Abeba tra i capi rivali è al massimo una fittizia dichiarazione d’intenti.

Nella settimana di pasqua 350 morti – La settimana pasquale ha fatto almeno 350 morti: una spirale furiosa che i due leader negano di avere innescato. Eppure evidente, come è evidente l’incapacità dei Caschi Blu della missione dell’Onu (Unimiss) sul posto. Bor, capoluogo dello Jonglei a Sud della capitale Juba, non è un luogo casuale dove compiere una nuova e volutamente spettacolare strage di civili. Come a Bor, il 18 aprile 2014, la base delle Nazioni Unite, con migliaia di sfollati prevalentemente nuer, è stata presa d’assalto da un gruppo di armati dinka, nel 1991, sempre a Bor, un’ala deviata dell’Esercito separatista per la liberazione popolore (Eslp), guidata da Machar, fu tra i responsabili del massacro di 85 mila civili, allora per lo più dinka. Più di 20 anni dopo, l’attacco all’Onu che ha provocato 58 morti e oltre 100 feriti tra i 5 mila accampati (tra i quali molte donne e bambini) nuer ha fatto subito puntare il dito contro il presidente Kiir. Una ritorsione, all’apparenza, per quanto avvenuto alla vigilia del weekend di Pasqua: l’uccisione di almeno 200 dinka a Bentiu, il capoluogo del vicino Stato di Unità zeppo di oro nero, dove almeno altri 400 sud-sudanesi sono rimasti feriti nella riconquista della città dai nuer di Machar.

La lotta tra Dinka e Nuer  – Unità e Jonglei sono i due Stati, tra i 10 del Sud Sudan, dove le violenze tra dinka, la maggiore tribù del Paese di circa il 20% della popolazione, per lo più cristiani, e nuer, secondo gruppo, con tradizioni e religioni locali proprie, sono state da subito devastanti. L’Unità, Stato strategico del petrolio, è stato bersagliato fino alla conquista dei nuer di Pasqua, compiuta, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, massacrando diverse centinaia di civili. Raddoppiato a circa 13 mila uomini per l’emergenza, il contingente dell’Onu è inadeguato, in un Paese con oltre 1 milione di sfollati e 10 mila morti in quattro mesi. A Bentiu, l’Unicef ha denuciato centinaia di bambini in cerca di protezione nei campi dell’Unimiss o già in giro, con le uniformi da soldato e i fucili al collo. – Cado in piedi

 

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