10/06/13 – Mali – Passi avanti nei negoziati tra Bamako e i Tuareg

di AFRICA

 

Per il terzo giorno consecutivo proseguono a Ouagadougou i colloqui tra il governo maliano e i gruppi ribelli tuareg che occupano il capoluogo settentrionale di Kidal. Il bilancio delle prime 48 ore di negoziati è per lo più positivo: il mediatore dell’Africa occidentale, il presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré, si è detto ottimista sulla possibilità che un accordo venga raggiunto entro lunedì sera. “L’obiettivo è trovare una soluzione durevole alla grave crisi maliana. La sicurezza è vitale per tenere un voto libero e trasparente” ha dichiarato Compaoré, chiedendo alle due parti di cessare ogni ostilità sul terreno.

La delegazione di Bamako, guidata dall’emissario per il nord Tiébilé Dramé, e quella in rappresentanza dei tuareg sono ora impegnate nella valutazione di una bozza d’accordo per risolvere la crisi maliana, in atto dal gennaio 2012. Le due parti devono presentare eventuali correzioni e controproposte al mediatore regionale con l’obiettivo di cessare le ostilità nella regione contesa di Kidal e di tenervi le elezioni presidenziali in programma il 28 luglio.

Ai colloqui di Bamako partecipano il Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla), la ribellione tuareg indipendentista, ma anche esponenti dell’Alto consiglio per l’Unità dell’Azawad (Hcua), un’altra organizzazione tuareg che si oppone al ritorno a Kidal dell’amministrazione centrale e dell’esercito maliano. La scorsa settimana la ripresa degli scontri sul terreno tra gruppi armati ed esercito regolare, che ha preso il controllo di Anefis – 120 km a sud di Kidal – aveva fatto temere un abbandono dei colloqui di pace, la cui apertura è invece solo slittata di alcune ore.

Mentre sono in corso i colloqui di Ouagadougou, un rapporto del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, consegnato al Consiglio di sicurezza, ha evidenziato che “la situazione sul terreno rimane molto fluida a causa di scontri sporadici alimentati dai gruppi armati e attacchi messi a segno nelle tre regioni del nord del Mali”. Per Ban, l’avanzata delle truppe regolari di Bamako verso Kidal e i combattimenti con l’Mnla della scorsa settimana “hanno riacceso nuove tensioni e aggravato l’instabilità regionale”. Sulla carta, entro il mese di luglio le Nazioni Unite dovrebbero dispiegare una missione di peacekeeping in Mali (Minusma) chiamata a monitorare il voto e a vigilare sulla sicurezza della vasta regione desertica. La missione dei caschi blu dovrebbe integrare i soldati di alcuni paesi dell’Africa occidentale (Cedeao), già dispiegati in Mali accanto alle truppe francesi dell’operazione Serval, avviata lo scorso gennaio. “I gruppi armati hanno tutt’ora una certa capacità organizzativa e di azione grazie alle reti di sostegno e di reclutamento di cui godono – ha sottolineato Ban – pertanto rappresentano ancora una minaccia seria per i paesi vicini dell’Africa occidentale dove si spostano e compiono attacchi, come già successo in Niger”. – Misna

 

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