Zimbabwe – Dopo il voto Mnangagwa chiede di “andare oltre”

di Marco Simoncelli

Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha annunciato l’apertura di una commissione di inchiesta per indagare sulla morte dei 6 manifestanti durante le proteste post-elettorali violentemente represse dalle forze militari due settimane fa dopo le elezioni generali del 30 luglio. Lo ha annunciato ieri lo stesso Capo di Stato parlando in occasione della Giornata degli eroi dell’indipendenza, come riporta Agenzia Nova.

Mnangagwa ha detto che le violenze sono state causate dall’atteggiamento del partito di opposizione Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), che ha contestato l’esito del voto, e ha ribadito la trasparenza del processo elettorale, “tenuto alla presenza degli osservatori e media internazionali”.

Nel suo discorso, come riporta la Reuters, Mnangagwa ha inoltre invitato ad andare oltre il periodo elettorale e “abbracciare il futuro”. “Il tempo della politica è finito, marciamo insieme verso la pace, l’armonia e l’amore”, ha detto Mnangagwa nel suo primo discorso pubblico dopo la contestata vittoria alle elezioni presidenziali.

Mnangagwa avrebbe dovuto insediarsi ieri, ma la cerimonia di giuramento è stata posticipata dopo che l’Mdc ha presentato ricorso contro i risultati delle elezioni, che hanno visto l’ex vicepresidente vincere con il 50,8% dei voti rispetto al 44,3% conseguito dal leader dell’Mdc, Nelson Chamisa. I risultati sono stati contestati dal leader dell’opposizione Chamisa che ha definito “fraudolento, illegale e illegittimo” l’esito del voto. Ora la Corte Costituzionale ha 14 giorni di tempo dalla consegna del ricorso (avvenuta venerdì scorso) per pronunciarsi sula regolarità del voto. Il partito Zanu- Pf ieri ha intanto annunciato che i suoi avvocati risponderanno al ricorso domani.

Prima dello scrutinio c’era grande ottimismo in prospettiva di un vero cambiamento nel paese, in quanto si trattava del primo appuntamento elettorale dalla deposizione dell’ex-dittatore Robert Mugabe avvenuta lo scorso novembre dopo 37 anni di potere incontrastato. Il voto avrebbe dovuto migliorare l’immagine del paese in piena crisi economica agli occhi della comunità internazionale e legittimare il nuovo governo salito al potere con un golpe de facto, ma ha finito col ricordare la repressione e la violenza dell’epoca di Mugabe.

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