Zimbabwe – Alti esponenti dell’opposizione ricercati dalla polizia

di Marco Simoncelli
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Ieri i giudici zimbabwani hanno rilasciato su cauzione i 27 membri del partito d’opposizione Movimento per il cambiamento democratico (Mdc) arrestati la scorsa settimana dalle forze di sicurezza governative, perché sospettati di aver fomentato le violenze post-elettorali del 1° agosto.

Il giudice Francis Vhitorini, ha stabilito una cauzione di 50 dollari per ciascuno dei membri dell’Mdc accusati in quanto non ha ritenuto nessuno di loro “a rischio di fuga”.

Nel frattempo è notizia di ieri che il Criminal Investigations Department zimbabwano ha emesso dei mandati di arresto per nove alti esponenti dell’Mdc. Anche loro sarebbero stati accusati di aver incitato i loro sostenitori a compiere proteste illegali. Tra i nove ricercati figurano anche l’ex ministro delle finanze, Tendai Biti, il presidente dell’Mdc, Morgen Komichi e il leader dell’ala giovanile del partito, Happymore Chidziva.

La scorsa settimana ben sei persone sono state uccise durante la repressione violenta delle forze di polizia ed esercito ai danni dei supporter dell’Mdc, che erano scesi in strada nella capitale Harare per protestare dopo la proclamazione dei primi risultati elettorali. Il neo eletto presidente Emmerson Mnangagwa del partito da sempre al potere Zanu-Pf, ha promesso l’avvio di un’indagine indipendente sulla morte dei cittadini colpiti da proiettili sparati dai militari e sabato si sono svolti i funerali delle vittime.

Sia l’Mdc che Human Rights Watch hanno denunciato violenze e intimidazioni ai danni dei sostenitori dell’opposizione negli ultimi giorni dopo la pubblicazione dei risultati definitivi.

L’opposizione zimbabwana e il suo leader Nelson Chamisa, hanno denunciato brogli nel voto del 30 luglio definito “fraudolento, illegale e illegittimo” e irregolarità nel conteggio dei risultati da parte delle Commissione elettorale. Chamisa ha rifiutato di accettare il risultato delle urne affermando che utilizzerà ogni mezzo legale e costituzionale per contestarlo. Al momento non è stato presentato ancora nessun ricorso presso la Corte Costituzionale, ma l’Mdc dovrà farlo entro 7 giorni dalla pubblicazione dei risultati.

Intanto ieri è stata annunciata la data della cerimonia di giuramento del presidente eletto in Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, che si terrà ad Harare domenica 12 agosto. La scorsa settimana la Commissione elettorale dello Zimbabwe lo ha proclamato nuovo presidente, il primo dopo la deposizione dell’ex dittatore Robert Mugabe, con il 50,8 % dei voti rispetto al 44,3 % di quelli conseguiti da Chamisa.

La repressione militare della scorsa settimana e gli arresti in corso fra i ranghi dell’opposizione non aiutano lo Zanu-Pf e Mnangagwa che deve cercare di essere legittimato e reintegrato nella comunità internazionale dopo anni di isolamento. Senza rapidi e ingenti afflussi di aiuti e investimenti esteri risolvere la crisi che sta affliggendo l’economia zimbabwana.

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