Almeno 13 civili sono stati uccisi e altri 19 feriti in seguito a un bombardamento che sarebbe stato condotto dalle Forze di supporto rapido (Rsf) nella città di El Fasher, capitale del Darfur settentrionale. Lo riferisce il Sudan Doctors Network secondo cui tra i feriti figurano sette bambini e una donna incinta. I colpi di artiglieria hanno colpito quartieri residenziali della città, mentre diversi civili risultano ancora intrappolati a causa del continuo bombardamento dell’area.
La rete dei medici ha denunciato gli attacchi delle Rsf come “un crimine di guerra a tutti gli effetti e un sistematico attacco alla vita civile”, condannando “il silenzio internazionale e il fallimento nel proteggere centinaia di migliaia di residenti intrappolati in città”. L’organizzazione ha rivolto un appello alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché intervengano immediatamente per fermare gli attacchi e garantire protezione ai civili e al personale sanitario.
Le Rsf stanno imponendo un blocco su El Fasher dal 10 maggio 2024, nonostante gli avvertimenti internazionali sui rischi per la popolazione. La città è un centro nevralgico per le operazioni umanitarie che servono le cinque regioni del Darfur.
Dal riaccendersi del conflitto nell’aprile 2023 tra l’esercito sudanese e le Rsf, oltre 20.000 persone sono state uccise e circa 15 milioni sono state costrette alla fuga, secondo le Nazioni Unite e le autorità locali. Uno studio condotto da università statunitensi stima però che il bilancio delle vittime possa avvicinarsi a 130.000.



