Viaggio virtuale in Zimbabwe

di Valentina Milani
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Allacciate le cinture, oggi voliamo in Zimbabwe dove scopriremo siti archeologici e riserve naturali uniche al mondo e dove rimarremo senza parole davanti alle meravigliose Cascate Vittoria e ai mitici Big Five (leoni, elefanti, leopardi, rinoceronti e bufali).

Voglia di safari?

In Zimbabwe si trovano numerosi parchi e riserve naturali. Il Parco Nazionale di Matobo è uno dei più famosi: si trova nella regione di Metabele e presenta formazioni rocciose sulle quali è possibile ammirare le incisioni rupestri realizzate milioni di anni fa dal popolo dei san. Sulla cima di Malindidzimu, chiamata la ‘collina degli spiriti benevoli’, ha voluto essere sepolto Cecil Rodhes per avere ‘una visione intera del mondo’. Famoso è anche il Parco Nazionale di Hwange, che alterna zone sabbiose del Kalahari a ricche zone boscose abitate da numerose specie di animali e volatili. Da non dimenticare il Parco Nazionale dello Zambesi, il Matusadona National Park adiacente al lago Kariba, la Riserva Naturale Mavuradonha, il Mana Pools National Park che sorge al confine con lo Zambia lungo le rive dello Zambesi e la Chirinda Forest, una bellissima foresta pluviale.

Intramontabili cascate

Le Victoria Falls (Cascate Vittoria) si generano lungo il corso dello Zambesi nel tratto in cui il fiume delinea il confine tra Zimbabwe e Zambia. Fanno parte dei siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e sono considerate una delle sette meraviglie naturali del mondo. Con una caduta di circa 120 metri e un’ampiezza di quasi due chilometri, sono inserite in un contesto naturale mozzafiato. E’ possibile esplorare questa zona facendo rafting lungo le rapide oppure sorvolandola con areoplani ultraleggeri. Per accedere alle cascate si può passare per la città di Victoria Falls (spesso chiamata anche solo Vic Falls) che fu costruita proprio accanto all’ingresso delle cascate appositamente per i turisti.

Avventura e foresta

La Chirinda Forest è una spettacolare foresta che si trova sulle pendici del Monte Selinda, a 30 km a sud di Chipinge. Chirinda in lingua chiNdau significa ‘guardia’ o ‘punto di osservazione’. Si tratta di una bellissima riserva botanica nella quale è possibile ammirare straordinarie piante e meravigliose specie di uccelli, oltre che coloratissime farfalle.

Reperti archeologici

Grande Zimbabwe (Great Zimbabwe) è il più importante monumento del Paese che consiste nelle rovine dell’antica città omonima che fu trovata già abbandonata quando i primi esploratori portoghesi giunsero nella zona. L’origine e la storia dell’agglomerato urbano non sono certe ma si pensa che fosse il centro del grande impero di Monomotapa che, di etnia shona, controllava una vasta regione compresa tra i territori di quelli che oggi sono lo Zimbabwe e il Mozambico. Collocate nell’altopiano di Harare, a un’altitudine di 1000 m s.l.m., le rovine si estendono su un’area di 7 kmq: sono infatti annoverate tra le più imponenti e antiche strutture architettoniche dell’Africa precoloniale del Sud. Distano circa 250 km dalla capitale Harare. Il sito fu dichiarato Patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1986. Il simbolo nazionale del Paese, l’uccello di Zimbabwe, è l’immagine di una scultura ritrovata proprio in questo sito.

Khami era invece un tempo una città dell’Africa meridionale le cui rovine sorgono oggi a circa 22 km ad ovest di Bulawayo, la capitale della provincia di Matabeleland North. Inserite dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’umanità nel 1986, sono un monumento nazionale dello Zimbabwe. Khami dal 1450 al 1683 fu la capitale della dinastia Torwa e pare che il sito non sia più stato utilizzato dopo il passaggio dei rozvi che spostarono la capitale a Danamombe (Dhldhlo).

Cities tour

Harare è la capitale dello Zimbabwe ed è la città più popolosa del Paese, oltre che il principale centro commerciale e amministrativo. Sede dell’Università, è un piacevole centro cittadino che si distingue per i suoi colori: meravigliose file di alberi di jacaranda colorano di viola i viali per poi incontrare il rosso accesso dei flamboyants. Da visitare sono il National Botanic Garden e la National Gallery of Zimbabwe.

Bulawayo è la seconda città più popolosa dello Zimbabwe dopo Harare. In passato fu la capitale della provincia di Matabeleland Nord. Il nome ‘Bulawayo’ deriva dalla parola ‘kwabulawayo’ che, in lingua ndebele, significa ‘luogo dei perseguitati’ o ‘luogo della strage’. La città è situata nella parte sud-occidentale del Paese, circa 490 km a sud di Harare, sulle rive del fiume Matsheumhlope a un’altitudine di 1.340 m s.l.m. Da vedere sono il Natural History Museum of Zimbabwe e il Railway Museum (Museo ferroviario). Inoltre, a 30 km a sud della città, nel cuore delle colline del Matobo, si trova il Parco Nazionale di Matobo.

Drink and food!

In Zimbabwe è possibile bere la Chibuku: una birra di sorgo commerciale che viene prodotta come le tradizionali birre africane di Umqombothi che sono a base di sorgo e mais di malto e, a volte, anche miglio.

Sadza è il nome di una delle pietanze tipiche dello Zimbabwe. Si tratta di una sorta di polenta di mais che solitamente viene accompagnata dallo nyama: un piatto di carne di manzo o pollo. Grazie alla presenza del lago Kariba si consuma anche molto pesce, soprattutto abramide e kapenta.

Una curiosità

Il nome Zimbabwe deriva dall’importante sito archeologico Grande Zimbabwe, il cui nome proviene dall’espressione ‘zimba remabwe’ che, in lingua shona, significa ‘la grande casa di pietra’.

Un po’ di storia

Sembra che i primi abitanti dell’alto Zambesi siano stati i boscimani, respinti poi verso sud-ovest dalle invasioni dei popoli bantu. Nel XIX secolo arrivarono in quello che oggi è il territorio dello Zimbabwe i primi inglesi provenienti dalla Colonia del Capo. Dopo la scoperta dell’oro nella zona del Matabele il magnate britannico Cecil Rhodes, impegnato a espandere il proprio impero commerciale a partire dal Sudafrica, ottenne dal re della regione esclusive posizioni politiche ed economiche. Iniziò così l’inarrestabile avanzata dei bianchi verso le miniere d’oro. Nel 1890 venne occupato il Mashona e nel 1893 il Matabele. Questi due territori nel 1898 vennero uniti nella Rhodesia Meridionale con capitale Salisbury. Nel 1923, dopo un referendum, l’amministrazione della regione passò al governo britannico. Dopo l’istituzione del protettorato britannico sul Nyasaland, si pensò anche a una federazione di quel territorio con le due Rhodesie. La Federazione dell’Africa Centrale prese vita nel 1953 e durò solo 10 anni: nel 1964 il Nyasaland e la Rhodesia Settentrionale divennero infatti due stati indipendenti, rispettivamente col nome di Malawi e di Zambia. Il 18 aprile 1980 lo Zimbabwe ottenne l’indipendenza. Il primo presidente fu Canaan Banana, succeduto da Robert Mugabe che ha governato fino a novembre del 2017, quando è stato sostituito da Emmerson Dambudzo Mnangagwa, tutt’ora in carica.

(Valentina Giulia Milani)

Altre letture correlate:

X