Turismo, una crescita intelligente

di Matteo Merletto
Turismo in Africa

64 milioni di visitatori in un anno, 10 milioni di posti di lavoro, 91 miliardi di dollari prodotti. Sono i numeri del boom del settore turistico in Africa. Che punta sempre di più sulla qualità e sulla sostenibilità.

L’industria del turismo è tra i settori dell’economia che in Africa conosce negli ultimi anni il ritmo di crescita più sostenuto. Nel 2018, secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale del turismo (Omt), l’apporto diretto del comparto al prodotto interno lordo continentale è stato pari a poco meno di 91 miliardi di dollari: un valore in aumento del 23% rispetto ai 73 miliardi registrati l’anno precedente e che è equivalente a un tasso di crescita sei volte maggiore rispetto a quello registrato dalle economie dell’Africa nel loro complesso.

Settore trainante

L’impatto del turismo sull’economia continentale non si limita però solo al contributo dei pagamenti effettuati dai circa 64 milioni di persone che hanno visitato un Paese dell’Africa, ma va esteso anche ai suoi effetti indiretti e indotti. Bisogna cioè prendere in considerazione anche quelle ricadute su altri settori della spesa sostenuta per investimenti nel comparto turistico (come per esempio l’acquisto di un nuovo aereo, la costruzione di nuovi alberghi, l’acquisto di arredi per le strutture ricettive e così via), per gli acquisti di materie prime e servizi nonché i ricavi generati dalle spese delle persone direttamente o indirettamente occupate nel settore.

È così che il turismo si rivela, in particolare nei Paesi con un’economia emergente, uno dei settori più importanti per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Quello del turismo è infatti un ambito produttivo ad alta intensità di lavoro (sono oltre 10 milioni le persone impiegate direttamente), con la capacità di favorire forse la più ampia intersettorialità della produzione (dalle infrastrutture alla cultura, solo per citare due comparti che possono essere considerati lontani e indipendenti l’uno dall’altro), con l’obiettivo finale di migliorare lo stile e la qualità della vita di turisti e residenti.

Sulla base di questa interpretazione più ampia del contributo che il settore turistico può dare all’economia, il Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo (Wttc) ha valutato che nel 2018 il settore abbia generato in Africa ricavi per un valore complessivo pari a 194 miliardi di dollari, equivalenti all’8,5% dell’intero prodotto interno lordo continentale.

Sostenibile e responsabile

Con la consapevolezza del potenziale esistente, la maggior parte dei Paesi dell’Africa ha perciò elaborato dei piani strategici per sviluppare le opportunità offerte dal settore turistico come catalizzatore dello sviluppo economico. Se i Paesi del Nord Africa, il Sudafrica e le nazioni insulari dell’Oceano Indiano sono ancora le mete predilette soprattutto per la presenza di infrastrutture e collegamenti più efficienti, progressivamente anche altre destinazioni che in precedenza erano considerate poco attraenti a causa dell’instabilità politica, della violenza o di altre forme di crisi sono riuscite a trasformare la loro immagine grazie a campagne di promozione turistica svolte con successo, ma soprattutto a concreti miglioramenti.

Il Ruanda promuove così forme di turismo ambientale sostenibile e responsabile nei suoi parchi di montagna, mentre l’Etiopia propone ai visitatori internazionali le attrazioni artistiche e culturali dell’antico impero d’Abissinia. L’interesse dei governi africani è quindi incoraggiare soprattutto flussi di arrivi selezionati anziché il turismo di massa, ed evitare in questo modo che le presenze di visitatori dall’estero si aggiungano alle già gravi pressioni causate dall’aumento demografico, dall’urbanizzazione incalzante e dalle conseguenze negative dei cambiamenti climatici su territori e realtà sociali ancora fragili.

(Michele Vollaro)

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