Il governo tanzaniano, per fronteggiare le proteste esplose nel giorno delle elezioni generali, due giorni fa, e andate avanti anche nella giornata di ieri, ha schierato l’esercito e imposto il coprifuoco nelle principali città, con il taglio di internet, gli uffici pubblici rimasti chiusi, morti e arresti.
Il 29 ottobre sarebbe dovuto essere un giorno importante per la Tanzania, un giorno di voto in cui gli elettori avrebbero dovuto esercitare il loro dovere civico. Tuttavia, all’apertura dei seggi le proteste sono letteralmente esplose proteste a Dar es Salaam, la città più grande del Paese, e in diverse altre città, tra cui Dodoma.
I dimostranti erano infuriati per l’esclusione dei principali candidati dell’opposizione dalla corsa presidenziale e per quella che, a loro dire, è la crescente repressione messa in atto dal governo. La polizia della Tanzania ha dichiarato il coprifuoco a causa dei crescenti disordini, il governo ha schierato l’esercito nelle strade nel tentativo di ripristinare l’ordine pubblico a seguito di segnalazioni di vandalismo, saccheggi e attacchi ai seggi elettorali. Ieri la polizia ha sparato gas lacrimogeni e colpi di arma da fuoco per disperdere gruppi di manifestanti a Dar es Salaam, città di oltre sette milioni di abitanti. Tito Magoti, attivista tanzaniano per i diritti umani, ha dichiarato a Reuters di aver ricevuto segnalazioni di almeno cinque morti nelle proteste di mercoledì ma i numeri potrebbero essere più alti.
Nel frattempo, ieri la Tanzania broadcasting corporation, la rete radiotelevisiva statale, ha iniziato a trasmettere l’annuncio dei risultati provvisori delle elezioni, che danno la presidente Samia Suluhu Hassan vincitrice con ampie maggioranze in numerose circoscrizioni.
Il governo britannico ha diffuso una nota in cui dice che i voli internazionali da e per l’aeroporto di Dar es Salaam sono stati cancellati e che l’aeroporto di Arusha e uno vicino al monte Kilimanjaro sono stati chiusi. L’ambasciata statunitense ha consigliato ai cittadini di rimanere a casa, avvertendo che viaggiare su strada comporta rischi significativi e che molti voli internazionali sono stati cancellati.
I disordini rappresentano una prova per la presidente Hassan, che si è guadagnata gli elogi internazionali, dopo aver assunto l’incarico nel 2021, per aver allentato la repressione degli oppositori e la censura, che erano aumentate sotto il suo predecessore, John Magufuli. Negli ultimi anni, tuttavia, attivisti per i diritti umani e candidati dell’opposizione hanno accusato il governo di rapimenti dei suoi oppositori. Il caso di Tundu Lissu, che avrebbe dovuto essere il principale candidato dell’opposizione contro Hassan, è emblematico: arrestato dopo un comizio ad aprile, il suo processo è iniziato ufficialmente solo settimana scorsa, dopo diversi tentativi andati a vuoto, ed è accusato di tradimento.



