Le autorità del Senegal hanno arrestato Pape Cheikh Diallo, noto presentatore televisivo, e il musicista Djiby Dramé con l’accusa di avere avuto rapporti omosessuali in quello che i media occidentali definiscono “il caso di repressione dell’omosessualità più eclatante degli ultimi anni” nello Stato africano. I due artisti sono comparsi davanti a un tribunale nei pressi di Dakar insieme ad altri dieci uomini e sono stati successivamente trasferiti in carcere in attesa del processo.
Diallo, figura di spicco del canale Tfm finanziato da Youssou N’Dour e seguitissimo sui social network con tre milioni di follower su Tiktok, è finito al centro dell’indagine dopo le dichiarazioni di un individuo sieropositivo che avrebbe ammesso di aver infettato volontariamente altre persone incontrate tramite l’applicazione Whatsapp.
L’operazione si intreccia con una seconda e più vasta inchiesta su una rete criminale accusata di pedofilia organizzata, sfruttamento della prostituzione, stupro di minori e trasmissione intenzionale dell’Aids. Per questa vicenda sono state arrestate 14 persone tra il Senegal e la Francia, al termine di mesi di indagini coordinate tra i due Paesi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i sospettati avrebbero costretto dei minori a consumare rapporti sessuali non protetti con uomini consapevoli di essere affetti da Hiv, filmando gli abusi. Le vittime designate sarebbero i talibé, bambini vulnerabili mandati nelle scuole coraniche, ma che spesso finiscono a mendicare per le strade, sfruttati in cambio di somme di denaro che in alcuni casi non superano poche decine di euro.
Il gruppo Stop homophobie, con sede a Parigi, ha condannato con fermezza l’ondata di arresti legati all’orientamento sessuale, sottolineando come l’accostamento tra omosessualità e crimini violenti contro i minori rischi di alimentare uno stigma pericoloso per l’intera comunità Lgbtqia+. In Senegal, un Paese a maggioranza musulmana, la legge punisce le relazioni tra persone dello stesso sesso con il carcere, ma il coinvolgimento di celebrità del calibro di Diallo e Dramé ha sollevato un dibattito senza precedenti sulla deriva del sistema di sorveglianza privata e digitale.
La magistratura senegalese ha confermato che quattro degli arrestati avrebbero agito seguendo le istruzioni di un cittadino francese, già fermato in Europa lo scorso anno, il quale avrebbe finanziato le attività illecite inviando somme convertite in euro per adescare i minori. Il presidente senegalese, Bassirou Diomaye Diakhar Faye, ha ribadito la linea della tolleranza zero contro i crimini morali, mentre le associazioni internazionali per i diritti umani temono che la sovrapposizione tra l’inchiesta sulla pedofilia e quella sugli atti contro natura possa essere utilizzata per giustificare una restrizione definitiva delle libertà individuali nello Stato.


