Sudafrica, Alleanza Democratica perde un leader

di Enrico Casale
Herman Mashaba

Tensioni all’interno di Alleanza Democratica, il principale partito di opposizione sudafricano. Uno dei suoi esponenti più in vista, Herman Mashaba, sindaco di Johannesburg, ha rassegnato le dimissioni e ha lasciato il partito in dissenso sui temi del razzismo.

L’elezione di un sindaco nero dal Da era stata vista come un segno dell’avanzata di un partito nuovo e dinamico, che potrebbe potenzialmente minacciare il dominio politico dell’Anc, il partito al potere dalla fine dell’apartheid, sia a livello locale sia a livello nazionale. I dissidi interni però sono molto forti. Da sempre, Da è vista come una formazione legata strettamente alla minoranza bianca, con nostalgie verso i tempi dell’apartheid e con tensioni tra il blocco dei membri bianchi e quello dei nuovi arrivati di etnia africana. Durante una conferenza che si è tenuta ieri, Mashaba ha dichiarato: «Non riesco a riconciliarmi con persone che credono che la razza non sia un elemento importante nella discussione sulle disuguaglianze».

Il riferimento era a Helen Zille, ex leader del partito, che nel 2017 aveva destato forti polemiche elogiando aspetti del colonialismo. La sua riammissione ai vertici di Da ha suscitato l’indignazione di Mashaba: «L’elezione di [Helen] Zille come presidente del consiglio federale è una vittoria per le persone che si oppongono al mio credo». I leader neri all’interno del Da temono che il partito, di ispirazione liberale e multi-razziale, stia tornando alle radici e stia nuovamente stringendo i legami con la minoranza bianca.

Mashaba ha anche affermato che la sua «agenda a favore dei poveri» è stata «minata, criticata e resa quasi impossibile».E quando parla di poveri, Mashaba intende la popolazione nera. Mashaba, imprenditore autonomo, è visto come un alleato chiave del primo leader nero del partito, Mmusi Msimane, nei suoi sforzi per aumentare il sostegno degli elettori neri.

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