Somalia: inviato Onu, “Palazzo di vetro sosterrà il governo”

di claudia

La Somalia lavori per la riconciliazione nazionale, per migliorare le relazioni tra il governo centrale e gli Stati e per affrontare la crescente minaccia di al-Shabaab, milizia jihadista legata ad al-Qaeda. A sostenerlo è stato ieri James Swan, inviato delle Nazioni Unite per la Somalia, che ieri ha incontrato il neopresidente Hassan Sheikh Mohamud. Swan ha definito il processo elettorale recentemente conclusosi come “indebitamente lungo e controverso” ma, in ogni caso, “una pietra miliare importante per il Paese” e ha detto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che è giunto il momento per i leader di affrontare queste e altre questioni urgenti.

Definendo questo “un momento di opportunità”, Swan ha affermato che l’intero sistema delle Nazioni Unite in Somalia è pronto a collaborare con il nuovo governo per sostenere questi obiettivi. Swan ha definito l’attuale situazione della sicurezza nel Paese “altamente instabile”, affermando che al-Shabaab è stato incoraggiato dalle tensioni politiche interne e ha organizzato attacchi negli ultimi mesi nella capitale Mogadiscio, nello Stato del sud-ovest e a Hirshabelle. Il nuovo esecutivo dovrà cercare di reagire, recuperando ampie porzioni del territorio ora sotto controllo delle milizie islamiste.

La Somalia deve anche affrontare un peggioramento della situazione umanitaria in seguito alle scarse precipitazioni piovose. Secondo Swan, 6,1 milioni di persone devono contrastare gli effetti della siccità e sei comunità corrono il rischio della carestia se i prezzi dei generi alimentari continueranno a salire e gli aiuti umanitari non arriveranno. Per questo motivo ha chiesto contributi urgenti, dicendo che a metà dell’anno solo il 15% dei 1,45 miliardi di dollari di aiuti richiesti per la Somalia è stato finanziato.

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