Senegal, si dimette anche il presidente del parlamento Ndiaye

di Tommaso Meo
Malick Ndiaye

Nuovo terremoto politico in Senegal: il presidente dell’Assemblea nazionale, Malick Ndiaye, ha annunciato ieri sera le proprie dimissioni, meno di 48 ore dopo la destituzione del primo ministro Ousmane Sonko da parte del presidente Bassirou Diomaye Faye.

In un messaggio pubblicato sui social media, Ndiaye ha spiegato di aver preso la decisione «dopo una profonda riflessione», definendola una scelta personale legata alla sua «concezione delle istituzioni, della responsabilità pubblica e dell’interesse superiore della Nazione». Non ha fornito alcun ulteriore dettaglio sulle ragioni del passo indietro.

Le dimissioni arrivano nel pieno della crisi apertasi venerdì con il licenziamento di Sonko, figura centrale del partito Pastef e fino ad allora capo del governo. La rottura tra il presidente Faye e il suo storico alleato ha portato anche allo scioglimento dell’esecutivo, alimentando le tensioni all’interno della maggioranza.

Secondo osservatori politici senegalesi, il gesto di Ndiaye potrebbe aprire la strada proprio a Sonko, che potrebbe puntare alla presidenza dell’Assemblea nazionale, rafforzando così il proprio peso istituzionale dopo l’uscita dal governo. Per assumere l’incarico, tuttavia, l’ex premier dovrà prima recuperare il proprio seggio parlamentare ottenuto alle legislative del 2024. L’Assemblea nazionale dovrebbe pronunciarsi sulla questione il 26 maggio, giorno in cui verrà inoltre designato il successore di Ndiaye.

Con 130 seggi su 165 detenuti da Pastef, un eventuale approdo di Sonko alla guida del Parlamento rischierebbe di accentuare il confronto con il presidente Faye e di aprire una fase di forte tensione istituzionale nel Paese. Alcuni analisti evocano il rischio di una paralisi tra potere legislativo ed esecutivo, mentre resta ancora incerta la composizione del nuovo governo che il capo dello Stato dovrà nominare nei prossimi giorn

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