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"sudan guerra"

    Charlotte Slente
    MIGRAZIONI e DIASPORENEWS

    “Chi accoglie i rifugiati potrebbe chiudere le frontiere”

    di claudia 3 Dicembre 2025
    Scritto da claudia

    I Paesi in via di sviluppo che ospitano la maggior parte dei rifugiati del mondo potrebbero chiudere le loro frontiere se i Paesi più ricchi persistono con i tagli agli aiuti. Lo ha detto ieri la segretaria generale del Consiglio danese per i rifugiati Charlotte Slente (nella foto), che si dice “preoccupata” per il fatto che i Paesi più poveri, che accolgono il 75% dei rifugiati nel mondo, possano implementare restrizioni ai propri confini.

    Mentre nazioni europee come la Gran Bretagna, la Germania, ma anche l’Italia, inaspriscono o provano a inasprire le loro norme in materia di asilo, a causa di un sempre più diffuso sentimento anti-immigrazione, sul quale in Europa avviene anche molta speculazione politica, molti altri Paesi stanno anche impegnandosi in tagli alla spesa pubblica, eliminando o tagliando fortemente i loro contributi internazionali per aiutare a sostenere milioni di sfollati da violenza e cambiamenti climatici in tutto il mondo.

    “Ora sono un po’ abbandonati dai donatori”, ha detto Slente in un’intervista con l’agenzia stampa Reuters. “Ho un po’ paura di ciò che vedremo in termini di reazione tra le nazioni ospitanti, quando si renderanno conto che arriveranno meno soldi”, ha aggiunto. Slente ha citato l’esempio dell’Uganda, attualmente il Paese al mondo con il maggior numero di rifugiati provenienti da altri stati, per anni nazione molto generosa nell’accoglienza di persone provenienti da Sudan, Sud Sudan e Somalia, ma anche Repubblica democratica del Congo. Negli ultimi tempi però, anche l’Uganda ha iniziato a limitare gli accessi e ha annunciato nuove politiche di accoglienza, anche per fronteggiare la costante riduzione dei contributi stranieri ai programmi di accoglienza per i rifugiati.

    Il Ciad, invece, ospita circa 900.000 rifugiati provenienti dalla guerra civile sudanese, persone che attualmente già non ricevono aiuti sufficienti e i campi si stanno riempiendo. Un problema che non accenna a ridursi, secondo Slente.

    Quest’anno, il Consiglio danese per i rifugiati ha già dovuto ridurre drasticamente il sostegno alle persone sfollate a causa dei tagli ai finanziamenti, principalmente da parte degli Stati Uniti, che rappresentavano il 20% dei contributi ma che ha ridotto drasticamente gli aiuti esteri sotto la presidenza di Donald Trump: il Consiglio danese per i rifugiati ha tagliato quasi 2.000 posti di lavoro e ridotto gli aiuti in molti Paesi, eliminando forniture alimentari alle madri e ai loro bambini in luoghi come il Camerun e l’Afghanistan.

    Anche se fino ad oggi altri donatori hanno mantenuto stabili i contributi, Slente prevede un calo di questi da parte degolil altri paesi europei, che stanno spostando i fondi verso la difesa e le politiche di riarmo. 

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    3 Dicembre 2025 0 commentI
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