Ristorante Africa, primi sapori eritrei in Italia

di Luciana De Michele
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Oggi con la nostra rubrica si va a Roma. E precisamente andremo al primo ristorante tra quelli ancor oggi etichettati come “etnici” in Italia. «Negli anni Settanta nessuno avrebbe immaginato di creare una cosa del genere, era un’idea troppo rischiosa, soprattutto in un Paese come l’Italia con una grande cultura culinaria…chi a quell’epoca si sarebbe mai staccato dagli spaghetti per uscire a mangiare cibo del mondo?». Così scherza Gotie Tseghai, che dopo aver lasciato l’Eritrea per trasferirsi in Italia, essersi laureato in Economia e Commercio e aver lavorato 27 anni alla torre di controllo dell’aeroporto di Roma Fiumicino, nel 1977 ha aperto il ristorante Africa. Un’idea senza dubbio coraggiosa. «All’inizio infatti è stato difficile, un bell’investimento. Ci sono voluti soldi, tempo, pazienza, duro lavoro e pubblicità…ma dopo tre anni ce l’abbiamo fatta», spiega soddisfatto Tseghai. Ben presto, la sua impresa ha avuto successo: il ristorante Africa ha raggiunto infatti una certa popolarità, al punto che numerosi sono stati i film girati nei suoi locali, alcuni con la partecipazione di Tseghai, come Un nero per caso di Gigi Proietti. Tseghai è stato inoltre ospite a una puntata sulla cucina eritrea di un programma televisivo di Licia Colò.

Licia Colò Tseghai

Lo staff del ristorante, interamente eritreo, accoglie un pubblico quasi esclusivamente italiano. Fino a prima dell’emergenza Covid-19, un discreto numero di turisti europei e soprattutto asiatici si sedeva volentieri nel ristorante per assaggiare le prelibatezze dello chef: le diverse versioni di zighinì (di vitello, manzo, pollo, agnello e anche di pesce) costituiscono la specialità del locale, oltre che il piatto principale della cucina etiope ed eritrea. «Li cuciniamo con le spezie, lentamente sul fuoco: la cottura dura tre ore», assicura Tseghai. Numerosi i piatti con carne e pesce, in versione piccante con il berberé (peperoncino, zenzero, chiodo di garofano, coriandolo, ruta comune, ajowan, pepe) o non piccante, e accompagnati dall’injera, il pane tradizionale (farina 00, integrale e lievito di birra), utilizzata come base dei piatti e in sostituzione della forchetta (i clienti possono comunque tranquillamente mangiare con le posate). Tra i piatti unici sono previsti anche quelli vegetariani, come l’hamli (verdura in padella), lo shuro (purè di ceci piccante), l’aliccia con patate, peperoni, sedano, carote e fagiolini e il tumtumo, a base di lenticchie rosse…un assortito menù tutto da provare per scoprire e apprezzare i sapori del Corno d’Africa!

Ristorante Africa, Via Gaeta 26, Roma.

Orario: 8-24. Chiuso il lunedì.

Il locale è dotato di un sistema di ricambio d’aria automatico, rispetta le misure igienico sanitarie in materia di COVID-19.

Previsto il servizio a domicilio. Per mangiare al ristorante si può prenotare direttamente dal sito. Possibile contattare lo staff attraverso i canali social o al numero 39064941077.

(Luciana De Michele)

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