RdC: nuovo governo all’insegna di Kabila

di Raffaele Masto

La notizia della formazione nella Repubblica Democratica del Congo del governo era attesa da mesi e oggi è riportata praticamente da tutti i media del mondo. Ci sono però relativamente poche analisi sulla composizione di questo governo che è il primo esecutivo che scaturisce nel paese da una consultazione nella quale il presidente in carica, Joseph Kabila, non viene rieletto.

Kabila ha cercato di rimandare il più possibile questa consultazione e alla fine ha dovuto accettarla e non si è presentato come candidato. Adesso però il governo che è entrato in carica è di fatto un esecutivo che fa riferimento a lui.

Innanzi tutto è il classico governo africano, ci sono ben 65 ministri (ognuno con due vice) e l’insediamento è previsto per la fine di settembre, praticamente quasi un anno dopo le elezioni. Si tratta di un governo di coalizione tra due partiti: Il Fronte Comune per il Congo, il partito di Kabila, e di Direzione per il Cambiamento, il partito di Felix Tshisekedi (nella foto). Come in molti prevedevano Kabila non è affatto uscito di scena, almeno per quanto riguarda i ministri. Ce ne sono ben 42 che appartengono al suo partito. Gli altri 23 al partito di Tshisekedi.

Il portavoce della formazione di Kabila ha dichiarato: “Questa coalizione è un primo esperimento di questo genere nel paese, il cambiamento comincia oggi”. Una frase che sembra dire che si sta a vedere come funzionerà, se il governo rispetterà gli interessi di quello che è rimasto l’uomo forte del paese andrà avanti.

Sulla carta il cambiamento c’è stato nella Repubblica Democratica del Congo. Tshisekedi è il primo presidente dell’opposizione a vincere elezioni nel paese africano, ma il risultato della consultazione fu ampiamente contestato, soprattutto da due grandi protagonisti della vita politica e pubblica del paese, cioè la Chiesta Cattolica e la Francia che hanno pubblicamente considerato vincitore il candidato indipendente Martyn Fayulu. Il sospetto di diversi analisti fu che Kabila, dopo la chiara sconfitta al primo turno del suo candidato Emmanuel Ramazani Shadary, si fosse messo d’accordo sottobanco con Tshisekedi.

Josepk Kabila ha guidato la Repubblica democratica del Congo per 18 anni, dopo aver preso il posto del padre Laurent Desir Kabila, presidente dal 1997 fino al 2001, quando fu assassinato. La composizione di questo governo lascia pensare che di fatto Kabila non se ne andrà affatto.

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