G7 – L’Africa chiede stabilità in Libia

di Matteo Merletto
G7 Biarritz Francia

Numerosi capi di stato africani stanno attualmente partecipando al vertice del G7 a Biarritz, in Francia. Come portavoce del G5 Sahel – la task force per l’eradicazione dell’estremismo nel Sahel – il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, ha invitato la comunità internazionale a prendere provvedimenti concertati per stabilizzare la Libia.

Prima di parlare con i leader del G7 domenica, il presidente Kaboré ha insistito sul parallelo tra la crisi della sicurezza in Libia, l’instabilità nel Sahel e il mondo in generale. “Rimango convinto che parte del problema di sicurezza del mondo si stia attualmente verificando nel Sahel. La questione del terrorismo nel Sahel è difficile da dissociare dalla crisi libica”, ha scritto sul suo account Twitter, invitando il G7 a “prendere una posizione chiara per portare pace e stabilità in Libia”.

Dall’assassinio del leader libico Muammar Gheddafi all’indomani della rivoluzione libica nel 2011, la Libia è stata colpita da conflitti violenti che hanno ramificazioni in tutta la regione. Le armi rubate durante il conflitto sono ora utilizzate dalle milizie jihadiste che le usano per destabilizzare la regione del Sahel.

Per i capi africani del G5 Sahel, di cui il presidente Kaboré è attualmente il portavoce, è indispensabile investire di più nello sviluppo della regione, ma anche in un’efficace soluzione militare. In questo senso, il G5 richiede finanziamenti adeguati per le sue strutture, ma anche un rafforzamento della missione del Minusma, la forza militare delle Nazioni Unite in Mali.

La richiesta dei leader del Sahel arriva pochi giorni dopo un grave attacco che ha ucciso 24 soldati delle forze armate del Burkina Faso.

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