Rd Congo, il boom dei pozzi privati a Kinshasa spaventa gli esperti

di Tommaso Meo
Pozzo artesiano

A Kinshasa, la difficoltà di accesso all’acqua potabile distribuita dalla Regideso sta spingendo un numero crescente di residenti a ricorrere ai pozzi artesiani per soddisfare il fabbisogno quotidiano. In diversi quartieri della capitale della Repubblica Democratica del Congo, i pozzi si stanno moltiplicando e sono diventato essenziali per migliaia di famiglie, ma la loro proliferazione, spesso senza supervisione tecnica né studi preliminari, suscita preoccupazioni per la qualità delle acque sotterranee e per la salute pubblica.

Secondo l’ingegnere Tychick Anasema, responsabile di Smart Industrie Technologie ed esperto di operazioni di perforazione, intervistato da Radio Okapi, le trivellazioni fatte senza adeguati studi e controlli tecnici possono comportare rischi per l’ambiente e compromettere la qualità delle falde acquifere. Per l’ingegnere Steve Banza Emmanuel, specialista in materia ambientale, lo Stato dovrebbe imporre norme rigorose per garantire che i pozzi realizzati dai privati siano sostenibili e forniscano acqua di buona qualità.

I rischi riguardano anche la salute dei consumatori: l’utilizzo di acqua proveniente da pozzi non adeguatamente protetti può esporre la popolazione a microrganismi e favorire la diffusione di malattie come diarrea, febbre tifoide e parassitosi intestinali.

In una città in rapida espansione e alle prese con difficoltà strutturali nell’approvvigionamento idrico, i pozzi artesiani rappresentano quindi una risposta alle esigenze quotidiane di molte famiglie. Gli esperti, tuttavia, sottolineano la necessità di regole più chiare e maggiori controlli per evitare che una soluzione alla carenza d’acqua si trasformi in un disastro ambientale.

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