Rd Congo: rapporto Onu svela intervento delle forze ruandesi, Kigali nega le accuse

di claudia
m23

L’Unione Europea ha invitato il Ruanda a “smettere di sostenere” i ribelli dell’M23 (Movimento 23 marzo) che hanno conquistato diverse città nella provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc). L’Unione Europea “esorta con forza il Ruanda a smettere di sostenere l’M23 e a utilizzare tutti i mezzi per esercitare pressioni sull’M23 affinché si conformi alle decisioni prese dalla Comunità degli Stati dell’Africa Centrale (Eac) e al mini-vertice di Luanda del 23 novembre 2022”, ha dichiarato il capo diplomatico dell’Ue Joseph Borrell in un comunicato emesso nel fine settimana in seguito alla pubblicazione di un rapporto di esperti delle Nazioni Unite sulla Rdc nel quale viene dimostrato “l’intervento diretto delle Forze di Difesa ruandesi (Rdf) sul territorio della Rdc” tra novembre 2021 e ottobre 2022.

Secondo il rapporto, l’esercito ruandese ha lanciato queste operazioni militari per “rafforzare l’M23” e “contro le Fdlr (Forces Démocratiques de Libération du Ruanda)”, un gruppo armato prevalentemente hutu fondato dagli ex leader del genocidio tutsi del 1994 in Ruanda.

Il Ruanda è accusato da Kinshasa, ma anche da Stati Uniti, Francia, Belgio e Spagna di fornire sostegno militare all’M23. Kigali nega sistematicamente e accusa l’esercito congolese di collusione con le Fdlr. Nella sua dichiarazione, l’Ue ha anche invitato la Rdc a “interrompere e impedire qualsiasi cooperazione tra le Fardc (esercito congolese) e i gruppi armati, comprese le Fdlr”.

Il governo della Rdc ha dichiarato in un comunicato che la pubblicazione del rapporto ha posto “fine alle menzogne e alle manipolazioni” di Kigali, “abusando della buona fede dell’opinione pubblica internazionale”. Kinshasa, constatando “la gravità dei fatti denunciati”, ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a esaminare il rapporto “per trarne tutte le conseguenze necessarie, in particolare sanzionando il Ruanda per la sua aggressione”.

Il Ruanda, da parte sua, ha accusato la Rdc, dove le elezioni presidenziali sono previste per il dicembre 2023, di strumentalizzare il conflitto a fini elettorali e di aver “fabbricato” un massacro che, secondo un’inchiesta delle Nazioni Unite, è stato commesso a fine novembre dall’M23 e ha causato la morte di almeno 131 civili nei villaggi di Kishishe e Bambo, secondo un bilancio ancora provvisorio.

Il presidente ruandese Paul Kagame ha dichiarato che la situazione nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), afflitta da gruppi armati, è “peggiore che mai”, dando la colpa alle autorità di Kinshasa. “Dopo aver speso decine di miliardi di dollari in operazioni di peacekeeping negli ultimi due decenni, la situazione della sicurezza nel Congo orientale è peggiore che mai”, ha dichiarato il capo di Stato ruandese nei suoi auguri di fine anno, affermando che “la piena responsabilità” è delle autorità di Kinshasa. “È giunto il momento di porre fine alla diffamazione ingiustificata del Ruanda”, ha poi aggiunto Paul Kagame.

L’M23 è un’ex ribellione che è stata sconfitta nel 2013, ma ha ripreso le armi alla fine del 2021, accusando Kinshasa di non rispettare gli accordi di pace. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, le sue vaste offensive dal marzo dello scorso anno hanno causato lo sfollamento di oltre 500.000 persone. L’M23 ha preso il controllo di diverse località a diversi chilometri dalla città di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, che confina con il Ruanda. 

Nel frattempo, la forza regionale dell’Africa orientale (Eac) ha ordinato all’M23 (Movimento 23 marzo) di lasciare le località di Rumangabo e Kishishe, nel territorio di Rutshuru (Nord Kivu), in Repubblica Democratica del Congo, entro il 5 gennaio. La raccomandazione è stata formulata in un comunicato stampa emesso dopo la riunione congiunta con il Meccanismo di verifica allargato svoltasi sabato a Kibumba.

Presieduta dal comandante della forza regionale, il generale keniano Jeff Nyagah, durante la riunione l’Eac ha preso atto del ritiro dell’M23 da Kibumba. Rivolgendosi alle parti in conflitto, le forze dell’Eac e il Meccanismo di verifica congiunto allargato hanno raccomandato alle Fardc e all’M23 di rispettare le misure di cessate il fuoco decise durante i processi di Luanda (Angola) e Nairobi (Kenya).

Hanno poi fatto appello alla comunità umanitaria affinché assista le migliaia di sfollati interni che si aggirano a Goma e in altre città del Nord Kivu.

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