Nigeria – Scontri tra pastori e contadini, emergenza nazionale

di Enrico Casale
pastore peul in centrafrica
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«La violenza tra agricoltori e pastori sta diventando una minaccia crescente per la sicurezza nella regione e rischia di originare attacchi terroristici trasformando il panorama della sicurezza», afferma Mohamed Ibn Chambas, rappresentate speciale del Segretario Generale dell’Onu per l’Africa occidentale e il Sahel, in un rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

«Gli scontri tra agricoltori e pastori diventano sempre più sofisticati e letali, specialmente nella “Cintura di mezzo” della Nigeria. Durante quattro giorno a giugno, in attacchi e rappresaglie tra pastori e agricoltori si sono avuti numerosi morti», afferma Mohamed Ibn Chambas. Gli Stati maggiormente colpiti dal conflitto tra pastori Fulani e agricoltori sono Benue, Plateau, Nasarawa, Taraba e Adamawa.

«È una strage continua che avviene ogni giorno», conferma all’Agenzia Fides padre Patrick Tor Alumuku, Direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Abuja. «Non è mai successo nella vita di questo Paese che vi siano stragi di questo tipo così frequenti», sottolinea il sacerdote.

Il fatto che i fulani siano musulmani e gli agricoltori cristiani, alimenta il timore, da parte soprattutto dei cristiani, che il conflitto sia di tipo religioso, anche perché nel Nord della Nigeria è ancora attiva la setta islamista Boko Haram. Il rapporto dell’inviato speciale Onu sottolinea che l’ultima tendenza da parte di Boko Haram è quella di impiegare attentatrici suicide e che, di queste, una su cinque è una bambina.

Il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza ha spinto i vescovi nigeriani a chiedere in due occasioni le dimissioni del Presidente Muhammadu Buhari. La prima volta a fine aprile dopo il massacro del 24 aprile nel villaggio di Mbalom, nel quale sono stati uccisi due sacerdoti, don Joseph Gor e don Felix Tyolaha, insieme a 15 parrocchiani. La seconda il 29 giugno , all’indomani del massacro di più di 200 agricoltori cristiani commesso il 23 giugno da pastori fulani in alcuni villaggi dello Stato centrale di Plateau.

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