Niger, le autorità scelgono il presidente del Togo come mediatore

di claudia
Togo-Faure-Gnassingbé

Il presidente togolese Faure Gnassingbé è designato dalle autorità nigerine come facilitatore tra la comunità internazionale e il Niger.

Il ministro della Difesa del regime golpista, Salifou Mody, ha annunciato di essere stato ricevuto, assieme a una delegazione, da Gnassingbé. “per fortuna, all’interno della Comunità dell’Africa occidentale, abbiamo amici, e tra questi, c’è il Togo” ha detto Mody, ricordando che alcuni Paesi della regione hanno imposto sanzioni al Niger e minacciato di intervenire militarmente per ripristinare l’ordine pre-golpe del 26 luglio.

La mediazione togolese gode del beneplacito di Washington, come hanno fatto capire in conferenza stampa il ministro nigerino e il capo della diplomazia togolese, Robert Dussey. Quest’ultimo ha ringraziato la giunta per la disponibilità a creare il gruppo di sostegno alla transizione in Niger.

“Il Togo è contrario a qualsiasi presa di potere con la forza, a qualsiasi colpo di Stato”, ha detto Dussey, “ma nella situazione particolare del vostro Paese, il Togo capisce e vuole aiutarvi, affinché regnino nella nostra regione la pace, la stabilità  e l’armonia”. Il ministro degli Esteri ha precisato che il capo di Stato togolese temeva una destabilizzazione di tutta la regione semmai non venisse risolta la crisi nigerina.

Sa Lomé, gli osservatori sottolineano che il presidente togolese stava già investendo con discrezione in una soluzione pacifica della crisi nigerina, nonostante l’opzione militare dell’Ecowas, di cui fa parte il Togo.

La mediazione di Faure Gnassingbé ha già cercato di aiutare il Mali, la Guinea, il Burkina Faso, il Ciad, il Sudan. Ha, ad esempio, contribuito ad armonizzare i punti di vista divergenti tra Mali e Costa d’Avorio nella vicenda dei soldati ivoriani detenuti dal regime di Bamako. Lo scorso ottobre si è svolto il 1° Forum di Lomé sulla pace e la sicurezza in Africa, con l’obiettivo di trovare soluzioni internazionali alle diverse crisi che affliggono la subregione.

Le discussioni si sono concentrate sui meccanismi endogeni per prevenire e gestire i conflitti, consolidare la pace e promuovere il buon governo. L’incontro si è concluso con raccomandazioni che saranno oggetto di discussione durante i vertici dell’Unione Africana. 

Condividi

Altre letture correlate: