Il gruppo jihadista Jnim, ramo saheliano di al-Qaeda, ha rivendicato l’attacco di ieri mattina contro l’aeroporto internazionale di Niamey. Lo riferiscono fonti internazionali, ricordando che a fine gennaio, un altro attacco contro l’aeroporto era stato rivendicato dal gruppo Stato islamico nel Sahel.
Analisti precisano che lo Jnim – Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin – è abitualmente meno attivo in Niger rispetto all’Isis. Si nota anche una modalità operativa inusuale, con l’utilizzo di taxi e minibus per avvicinarsi allo scalo, una tattica che ha complicato la risposta delle forze di sicurezza.
Secondo il bilancio ufficiale, l’assalto è costato la vita a due civili, 11 militari e 22 miliziani. La situazione sarebbe ormai sotto controllo delle autorità.
Niger, Burkina Faso e Mali – il Paese dov’è nato lo Jnim nel 2017 – sono sottoposti alla violenza e alla pressione dei gruppi jihadisti. Le giunte militari accusano regolarmente potenze occidentali, in particolare Parigi, e loro alleati di essere all’origine dei tentativi di destabilizzazione.



