Moringa, la pianta miracolosa

di Luciana De Michele
frutto moringa

É talmente benefica da essere chiamata “albero della vita”. La pianta di moringa, di cui esistono 13 specie (la più pregiata è la Moringa oleifera), è infatti la più ricca di sostanze nutritive mai scoperta: le sue foglie contengono proteine, vitamine A, B, C e minerali. I prodotti estratti hanno proprietà antibiotiche e antinfiammatorie, e si utilizzano contro le ulcere, il colesterolo alto, l’ipoglicemia e per regolare la tensione. La piantà dà foglie durante la stagione secca e la carestia, ed è interamente commestibile: oltre alle foglie, si mangiano anche i baccelli, la corteccia e le radici. La pianta è di origine asiatica, ma in Africa oggi cresce in modo endemico e viene anche coltivata. Qui viene utilizzata per il nutrimento di donne in stato di gravidanza e di bambini, ma anche come ingrediente principale di alcuni piatti nei villaggi, preparati con le foglie intere della pianta o ridotte in polvere.

In Senegal è possibile assaggiare tali piatti nella regione meridionale della Casamance, per esempio, dove tra le sue rigogliose foreste non mancano certo piante di quelle che i senegalesi chiamano informalmente “nebaday”, scimmiottamento dell’inglese “never die”, proprio a causa delle sue miracolose virtù, che renderebbero immortali. Nel villaggio di Kagnarou, ormai conosciuto dai lettori della nostra rubrica, il nostro amico Vieux ci ha mostrato l’albero di moringa, il suo baccello e il suo frutto. «Quando le nostre mamme ne cucinano le foglie, anche se pestate, poi buttiamo l’acqua, perchè è amarissima. Il frutto invece – spiega mentre lo estrae dal baccello e lo priva della membrana che lo riveste – fa benissimo per problemi di tensione…basta che ne prendi due ogni mattina!».

Se reperibile in polvere, possiamo spolverizzare la moringa anche sui nostri piatti di carne e/o verdure per renderli più nutrienti, oppure farci delle tisane: in tutti i casi, come ci ricorda Vieux, è da tener presente per le quantità il gusto amaro della foglia.

(testo e foto Luciana De Michele)

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