Mali | Il Covid-19 spaventa gli elettori

di Enrico Casale
Mali
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I maliani si sono recati alle urne ieri, 29 marzo, per rinnovare l’Assemblea nazionale. Bassa l’affluenza. La pandemia sembra aver spaventato gli elettori maliani. Per il momento, i dati sulla partecipazione non sono disponibili, ma l’astensione sembra alta.

I seggi elettorali della capitale erano tutti aperti secondo gli osservatori elettorali, a Bamako, però, secondo la coalizione dei cittadini «Osservazione delle elezioni in Mali», mancavano le schede elettorali e il materiale elettorale essenziale.

Non tutti i centri elettorali erano poi dotati di stazioni di lavaggio delle mani. E non ovunque sono state rispettate le raccomandazioni delle autorità sanitarie. Le distanze tra elettore ed elettore, per esempio, erano inferiori alle norme.

Finora, nel Paese sono stati identificati una ventina di casi di coronavirus, principalmente a Bamako, il centro dell’epidemia. Una persona è già morta a causa della malattia.

Le operazioni di voto si sono svolte con calma a Sikasso, nel Sud, e a Kayes, nell’estremo Ovest. Nella città di Mopti, nel centro del Paese, gli elettori erano scarsi la mattina, ma nel pomeriggio molti votanti si sono recati ai seggi. I problemi di sicurezza hanno impedito il voto in almeno due dei 15 Comuni della cerchia Mopti e nei seggi elettorali della cerchia Youwarou, ancora al centro. Testimoni hanno detto che c’è stato un grande sforzo del governo per inviare materiale elettorale all’interno.

Alcuni incidenti sono stati comunque segnalati. Ad esempio, un capo villaggio e il presidente di un seggio elettorale sono stati rapiti nel nord del Mali. Le urne sono state rubate nella regione di Timbuktu. Sempre nella stessa regione, un veicolo che trasportava civili è saltato su una mina.

A Nord, il voto è stato calmo nella località di Kidal, ancora nelle mani degli ex ribelli.

l Mali vive nell’instabilità dal 21 marzo 2012, quando un colpo di Stato ha deposto il presidente Amadou Toumani Toure, consentendo ai tuareg di conquistare il Nord del Paese e ai gruppi islamici, alcuni dei quali legati ad al Qaeda, di estendere il loro raggio d’azione. Le truppe francesi erano intervenute nel 2013, impedendo ai gruppi jihadisti di raggiungere la capitale, Bamako, e nel 2015 il governo centrale e i ribelli tuareg erano giunti a un accordo di pace. Ancora oggi, tuttavia, intere zone nel Nord del paese non risultano sotto il controllo delle forze statali e internazionali. Le tensioni sono ancora vive, come ha dimostrato il recente rapimento, forse da parte dei jihadisti, di Soumalia Cissé, uno dei leader dell’opposizione.

Le elezioni legislative avrebbero dovuto svolgersi nel 2018. Tuttavia, la Corte costituzionale ha approvato l’estensione del mandato del parlamentare fino al 2 maggio 2020.  Il partito del presidente maliano Ibrahim Boubacar Keïta ha vinto le elezioni legislative nel 2013 con 66 seggi e in questa tornata elettorale cerca la riconferma. Il secondo turno si terrà il 19 aprile.

 

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