Mali | Fra terrorismo e impunità

di Pier Maria Mazzola
Mali -Esercito
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La forza francese Barkhane ha «neutralizzato» una cinquantina di jihadisti nel centro del Mali, secondo quanto annunciato dallo stato maggiore dell’esercito francese la settimana scorsa. «Barkhane – si legge nella nota – ha condotto numerose operazioni nel centro del Mali intorno alla città di Mopti» che, oltre all’eliminazione fisica dei jihadisti, hanno «permesso di distruggere moto e pick-up, di sequestrare armi, telefoni e materiale elettronico».

Ancora presto per parlare di un’inversione di tendenza sul terreno. L’aumento delle violenze in questo Paese strategico del Sahel ha causato un deterioramento delle condizioni di sicurezza particolarmente nel Mali centrale, dove uno dei fattori aggravanti è l’impunità, secondo quanto riferito da un esperto di diritti umani dell’Onu.

«Nel Mali centrale si è assistito a un susseguirsi di fallimenti nella sicurezza, nella giustizia e nell’amministrazione che agevolano le violenze di massa e l’impunità. L’esercito maliano e la Minusma (la “Missione multidimensionale di stabilizzazione integrata delle Nazioni Unite in Mali”) non sono riusciti a fornire un adeguato livello di sicurezza ai civili nella regione», ha dichiarato Alioune Tine, esperto indipendente dell’Onu per la situazione dei diritti umani in Mali, in una dichiarazione fatta a margine della sua recente visita nel Paese e diffusa lunedì.

Alioune Tine sostiene che i civili siano vittime delle organizzazioni criminali transazionali, dei gruppi terroristici e delle milizie armate che stanno prendendo il controllo della regione. Ha inoltre riferito che i responsabili degli ultimi attacchi nelle diverse regioni non sono stati accusati dalle autorità, rendendo in tal modo l’impunità uno dei fattori aggravanti nel corso degli attuali episodi di violenza dilaganti.

Si svolge oggi a Nouakchott il primo vertice del G5 Sahel – l’organizzazione regionale fondata sei anni fa che si prefigge di contrastare il terrorismo nella regione – dopo l’incontro “chiarificatore” con Macron del 13 gennaio. Dalla fine del vertice, la presidenza dell’organismo spetterà al capo dello Stato mauritano Mohamed Ould Ghazouan.

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