Madagascar – Ufficiale. Al secondo turno Rajoelina vs Ravalomanana

di Marco Simoncelli
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Quasi dieci anni dopo si ripeterà il duello tra i due presidenti Marc Ravalomanana e Andry Rajoelina che parteciperanno al secondo turno delle elezioni presidenziali malgasce previsto per il prossimo 19 dicembre. Nel 2009 il primo era stato costretto dalla pressione dell’esercito a lasciare il potere a vantaggio del secondo, che al tempo era il sindaco della capitale Antananarivo.
Ieri la Commission électorale nationale indépendante (Ceni) ha divulgato i risultati ufficiali del primo turno delle elezioni che si è svolto il 7 novembre. Andry Rajoelina ha ottenuto il 39,19% dei voti mentre Marc Ravalomanana è arrivato a 35,29%. Il presidente uscente Hery Rajaonarimampianina è fuori dalla partita avendo ottenuto solo l’8,84% delle preferenze.

Secondo quanto emerge dai dati, ricorda Jeune Afrique, nel centro della grande isola malgascia è stato votato per lo più Ravalomanana mentre nelle provincie costiere. Meno popolose, ma più numerose, ha avuto la meglio Rajoelina. Rajaonarimampianina ha invece vinto solo nella regione di Sava nel nord-est dell’isola con il 40% dei voti.
Una ripartizione che ricorda quella dei risultati del 2013 tra i candidati Rajaonarimampianina et Jean-Louis Robinson, sostenuti rispettivamente da Rajoelina e Ravalomanana che all’epoca erano stati esclusi dal voto  su richiesta dalla comunità internazionale, per evitare il ripetersi della violenza politica che ha travolto l’isola nel 2009.

Un dato chiaro è il calo netto della partecipazione al voto del popolo malgascio rispetto all’elezione precedente. Secondo i risultati è andato a votare solo 54,32% degli aventi diritto il che dimostra una forte disinteresse nei confronti della politica dei malgasci che non riesce a fornire alternative.

La pubblicazione dei risultati della Ceni è avvenuta in un clima di forte contestazione da parte di numerosi candidati sullo svolgimento dello scrutinio nel quale sarebbero state segnalate diverse irregolarità e anomalie. Anche i tre concorrenti arrivati in testa nei risultati hanno tutti messo in dubbio l’affidabilità e la trasparenza dei risultati parziali mentre venivano pubblicati. Ieri mattina un collettivo di una ventina dei 36 candidati in lizza per la presidenza compreso Rajaonarimampianina hanno presentato richiesta di annullamento del voto alla Corte costituzionale per “vizi di procedura e frode”.

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