Liberia, non ci sono più contanti. Nuove grane per Weah

di Stefania Ragusa
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Ci sono grandi file davanti le banche: una carenza di banconote sta costringendo le banche liberiane a limitare i prelievi di contanti. I cassieri spesso rifiutano di consegnare il denaro richiesto, suggerendo il prelievo di importi più bassi. L’economia liberiana si affida alla circolazione di denaro contante e questa situazione sta creando grandi difficoltà alla popolazione. «Andiamo in banca e non possiamo ritirare lo stipendio», dice una donna a una testata locale. «Ho dei risparmi ma non posso utilizzarli», si rammarica un uomo. Le testate locali riportano molti sfoghi come questi.
La carenza di banconote è un problema ricorrente della Liberia e si presenta in generalmente due volte l’anno: in occasione della festa dell’Indipendenza (il 26 luglio) e a Natale. Ossia quando la gente spende di più. Quest’anno però la situazione sembra essersi cronicizzata.
Radio France International riferisce che l’ambasciata americana a Monrovia aveva lanciato l’allarme già a dicembre, suggerendo ai propri cittadini in viaggio verso la Liberia di portare denaro sufficiente nel Paese, perché i prelievi in loco avrebbero potuto essere a rischio.
Secondo alcun osservatori, interpellati sempre da Rfi, la carenza liberiana di banconote sarebbe da ricondurre al cosiddetto scandalo delle banconote scomparse, risalente al periodo in cui è iniziata la presidenza di George Weah. Una grande quantità di banconote, stampate all’epoca da una società svedese su incarico dell’allora presidente Elle Johnson Sirleaf, sarebbe stata sottratta. Ma la task force speciale istituita dal presidente Weah per fare chiarezza sull’accaduto e l’indagine affidata alla società di consulenza statunitense Kroll Associates hanno concluso che, pur in presenza di inadempienze varie da parte della Banca Centrale, non mancavano banconote.
La mancanza di contante sarebbe piuttosto una conseguenza della crisi economica che, anche a causa dei blocchi imposti dalla pandemia, ha colpito il Paese e con l’assenza di un sistema bancario efficiente.
Secondo una revisione del dicembre 2020 del Fondo monetario internazionale L’economia si è contratta del 3% nel 2020 a causa dell’impatto del coronavirus.

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