Le inondazioni causano almeno 29 morti in Angola, migliaia gli sfollati

di Tommaso Meo

Gravi inondazioni hanno colpito l’Angola nelle ultime ore, causando la morte di almeno 29 persone e lasciando migliaia di cittadini senza un tetto tra la capitale Luanda e la città costiera di Benguela. Le piogge torrenziali, che si sono abbattute sul Paese domenica, hanno travolto le infrastrutture e sommerso interi quartieri, costringendo oltre 34.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Il bilancio più drammatico si registra a Benguela, dove hanno perso la vita 23 persone, mentre nella capitale le vittime accertate sono finora sei, secondo quanto riferito dai servizi di protezione civile impegnati nelle operazioni di soccorso.

Il ministro dell’Interno Manuel Gomes da Conceiçao Homem ha coordinato i primi interventi di emergenza, sottolineando che quasi 7.000 famiglie sono state colpite direttamente dalla furia dell’acqua. Le autorità dello Stato africano hanno invitato la popolazione alla massima vigilanza, poiché le condizioni meteorologiche rimangono instabili e il numero dei dispersi potrebbe aumentare nelle prossime ore. Le immagini che giungono dalle zone colpite mostrano strade trasformate in fiumi di fango e detriti, con i residenti impegnati nel tentativo disperato di recuperare i pochi beni rimasti dopo che le piogge hanno devastato i centri abitati.

Questa ondata di maltempo conferma la fragilità del territorio rispetto ai cambiamenti climatici, che stanno rendendo sempre più frequenti e distruttivi i fenomeni meteorologici nell’area. Anche la vicina Namibia sta affrontando una crisi simile, con il fiume Zambesi che ha raggiunto il livello record di quasi sette metri provocando lo sfollamento di migliaia di persone. Al momento, il governo angolano non ha ancora fornito una stima definitiva dei danni economici, ma il ripristino delle infrastrutture energetiche e stradali richiederà investimenti per svariati milioni di euro per garantire il ritorno alla normalità nelle province colpite.

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