Kenya, le vittime del santone Mackenzie

di claudia

E’ stato arrestato nei giorni scorsi in Kenya Paul Mackenzie, a capo di una setta religiosa, con l’accusa di aver manipolato la gente del posto attraverso insegnamenti religiosi estremi e distorti, come il digiuno forzato come strumento di salvezza, o la paura dell’ignoto, portando al decesso di molti di loro per inedia. Il grave bilancio è di 95 morti, in seguito al ritrovamento dei cadaveri di altri otto bambini nella fattoria i cui terreni sono di proprietà del santone.

È salito a 95 morti il bilancio delle vittime tra i seguaci del santone keniano Paul Mackenzie, in seguito al ritrovamento dei cadaveri di altri otto bambini nella fattoria i cui terreni sono di proprietà del santone. Le autorità keniane, citate dai media, ritengono che i bambini siano figli di diversi membri della setta religiosa e che siano anch’essi morti di fame come tutti gli altri, in un digiuno portato avanti nella speranza di incontrare Gesù.

Il capo regionale dell’area costiera del Kenya, Rhoda Onyancha, ha detto ai giornalisti che nella zona è stato imposto un coprifuoco di 30 giorni: “Il numero totale di coloro che hanno perso la vita è 95” e fino ad ora la polizia ha arrestato 22 persone. Il sito in cui sarebbero seppelliti i corpi degli adepti di Mackenzie è interdetto al pubblico e nessuno ha l’autorizzazione ad entrare, per evitare così un possibile inquinamento di prove.

Anche i media sono tenuti lontani dal luogo dell’esumazione, iniziata il giorno dopo che il ministro dell’Interno Kithure Kindiki ha visitato l’area per valutare la situazione. Il santone Mackenzie, che possiede il terreno grande 800 acri, è accusato di aver fatto il lavaggio del cervello ai suoi seguaci e di averli condotti alla morte.

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